la protesta

Sos Comuni, tagliati 300 milioni di euro

Denuncia dei sindaci: in tre anni il governo ha cancellato il 60 per cento delle risorse nell'Isola. L'Ance: amministratori senza più fondi per mandare avanti le loro comunità

CAGLIARI. Poveri Comuni e poveri sindaci che, secondo la retorica, dovrebbero rappresentare i cittadini ma anche lo Stato. In realtà, per i sindaci è diventato davvero difficile rappresentare uno Stato che negli ultimi tre anni ha tolto dalle casse dei Comuni sardi 316 milioni. La denuncia è stata fatta ieri dal presidente dell’Anci, Piersandro Scano, il quale, assieme ai rappresentanti di Aiccre, Asel e del Consiglio delle autonomie locali ha reso pubblica la mappa dei tagli comune per comune.

Dei 316 milioni di euro sottratti alla casse comunali nel triennio 2013-2015, e quindi in raffronto con l’ultimo dato del 2012, i tagli nazionali della spending review ammontano a 253,7 milioni. A questi si devono aggiungere 35,1 milioni del decreto Irpef per dare copertura agli 80 euro in busta paga, e ai 14,4 della famigerata vicenda dell’Imu agricola, oggetto dei ricorsi da parte dell’Anci.

«I Comuni hanno dato un contributo spropositato al risanamento della finanza statale», afferma Piersandro Scano, «negli ultimi quattro-cinque anni, i finanziamenti

sono diminuiti del cinquanta per cento e in certi Comuni hanno toccato il 60%. Quando abbiamo incontrato a Cagliari il ministro Alfano gli abbiamo chiesto di spiegare al consiglio dei ministri che in questo modo i Comuni dovranno chiudere»

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