La Svimez: cantieri lumaca in Sardegna

Nell’isola tempi lunghi per la progettazione e i collaudi delle opere. Agli ultimi posti anche sulla celerità dei pagamenti

CAGLIARI. La Regione sta cercando di dare una scossa agli investimenti delle opere pubbliche ma il meccanismo statale è infernale. Così, mentre al ministero per le Infrastrutture sta per arrivare Graziano Del Rio in sostituzione del dimissionario Lupi, (e mentre il governo sta per creare il ministero del Sud che sarà affidato a un esponente del Nuovo Centrodestra), la Svimez ha pubblicato uno studio sull’andamento dei lavori pubblici. Si conferma un’Italia a due velocità perché i tempi della progettazione, dell’affidamento e dei lavori, sono più veloci al Nord anche se, come hanno dimostrato i recenti fatti di cronaca, buona parte delle grandi opere è finita nel mirino della magistratura.

I tempi. In Sardegna, secondo lo studio pubblicato sull’ultimo numero della «Rivista economica del Mezzogiorno», i tempi sono questi: 2,9 anni per la progettazione, cinque mesi per l’affidamento dei lavori per complessivi 4,6 anni per l’esecuzione dei lavori. Si tratta di medie perché se si prendono i cantieri di alcune strade (la 131 e la Sassari-Olbia) o il caso emblematico del treno veloce che collegherà Cagliari e Sassari i tempi sono più lunghi. Al Sud e in Sardegna - sottolinea il rapporto Svimez - i lavori durano almeno tre anni in più rispetto al Nord quando l’importo è superiore al milione di euro. Nello studio dell’Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno sono state valutate 35 mila opere pubbliche, finanziate in gran parte coi Fondi europei.

Pagamenti in ritardo. Al di là delle questioni che spesso hanno attirato l’attenzione della magistratura, il rapporto tra spesa e cantiere è quello più critico. Accade che nelle regioni del Nord si prevede di iniziare a spendere dopo 1,2 anni dall’inizio dei lavori perché «le stazioni appaltanti sono in difficoltà nello stimare l’inizio effettivo». Al Sud la questione è più grave: lo Stato non paga mai per tempo il saldo della spesa. Alla chiusura dei cantieri - rivela il rapporto Svimez - resta da spendere il 28% del costo totale dell’opera. Ma anche questa è una media: al Nord lo Stato resta in debito per il 22%, in Sardegna oltre il 32%. La regione che porta a compimento le opere pubbliche più celermente è l’Emilia, 3,8 anni di cui 2,2 per la progettazione. La sorpresa viene dalla Calabria, più rapida delle altre regioni del Nord: 4,2 anni in tutto. Le più lente sono Basilicata e Sicilia, la Sardegna è quasi in linea con le medie nazionali.

Burocrazia lumaca. È una Sardegna con il motore imballato, quella che viene fuori dallo studio della Svimez. Il rilancio degli investimenti avrebbe una rilevanza davvero strategica ma il principale ostacolo è la burocrazia. Una prova viene dai trasporti: in Europa un aereo come l'Aiburs 180 ha ottenuto l'omologazione in nove mesi, in Sardegna il pendolino veloce avrà bisogno del doppio. Basti dire che le prove devono essere effettuate da Trenitalia, alle porte di Firenze, quando sulla rete non viaggiano altri treni, (quindi una volta in una settimana), e non vengono effettuate nell’isola che avrebbe condizioni migliori. Insomma a frenare sono i collaudi e le verifiche a lavori conclusi e la Svimez attesta che più piccoli sono i cantieri, più i tempi si allungano. Dal

rapporto Svimez viene fuori un suggerimento utile anche per la Sardegna: gli strumenti amministrativi devono essere usati nell’immediato per rendere concreti i progetti. E la strada è quella di rimettere al centro dei finanziamenti i fondi europei, riprogrammati.

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