Thiesi

Colpo alla Banca Intesa, i volti dei rapinatori in un filmato

Thiesi, ripresi dalla telecamera all’ingresso a viso parzialmente scoperto: i tre giovani non avevano ancora sollevato gli scaldacollo

THIESI. C’è un momento in cui i rapinatori hanno il viso coperto solo parzialmente. Ed è quando si trovano nella bussola di sicurezza all’ingresso della banca. Con la mano provano a nascondere il viso e solo una volta dentro l’istituto sollevano lo scaldacollo e abbassano la visiera del berretto. E proprio da qui partono le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Sassari. Ossia dalle registrazioni delle telecamere che venerdì pomeriggio potrebbero aver immortalato il volto dei tre giovani che, pistola in pugno, hanno fatto irruzione nella filiale di Intesa San Paolo a Thiesi. I militari hanno acquisito i filmati e sperano di riuscire a risalire all’identità dei rapinatori attraverso qualche singolo e significativo fotogramma di cui potrebbero già essere in possesso.

Per tutta la giornata di ieri hanno ascoltato diverse testimonianze, a partire da quelle di impiegati, clienti e direttrice presi in ostaggio. Una banda ben organizzata – hanno avuto modo di appurare gli investigatori – attrezzata di armi e fascette di plastica che hanno utilizzato per legare gli ostaggi: sette in tutto.

I banditi sono entrati in azione venerdì intorno alle 15 in una via centralissima del paese. Prima hanno sostato qualche minuto davanti all’istituto di credito di via Vittorio Emanuele, una donna stava prelevando al bancomat – che si trova all’interno, prima della bussola – e probabilmente non volevano intralci e speravano che concludesse l’operazione e andasse via. Ma all’improvviso hanno deciso di entrare ugualmente e le sono persino finiti addosso facendola cadere a terra. Poi l’ingresso nella filiale, uno per volta; hanno tirato su lo scaldacollo nero e con la pistola uno dei tre ha minacciato direttrice e impiegati, chiedendo loro di aprire la cassaforte. A quel punto qualcuno dall’esterno si è accorto che in banca stava succedendo qualcosa di strano e ha chiamato il 112. Sul posto in pochi attimi è arrivata una pattuglia della compagnia di Bonorva e mentre i carabinieri cercavano di entrare dall’ingresso principale, i banditi – dopo avere preso atto che la cassaforte era bloccata dal sistema a tempo – hanno deciso di non perdere tempo prezioso e di scappare dal retro. I militari li hanno seguiti ma il giubbotto antiproiettile che indossavano rallentava comprensibilmente la loro corsa. Uno dei banditi – giovani, agili, fisico asciutto – a un certo punto si è voltato, sembrava quasi volesse sparare ed è allora che i militari hanno esploso qualche colpo in aria. Anche questo tragitto – più o meno hanno percorso 300 metri – fatto di corsa dai rapinatori potrebbe fornire indizi interessanti per le indagini. Qualche passante potrebbe infatti aver visto in faccia uno o più banditi e aver colto anche il più piccolo e all’apparenza insignificante particolare: abbigliamento o caratteristiche fisiche. Dalle testimonianze raccolte ieri sembra che i tre parlassero l’italiano con accento sardo. Le ricerche sono estese al Goceano e al Nuorese e si sta tentando di individuare la macchina a bordo della quale i rapinatori sono scappati.

Gli inquirenti sono infatti sicuri che ad attendere la banda ci fossero uno

o più complici che, al volante di un’auto, li hanno prelevati subito dopo la fuga consentendo loro di allontanarsi dal paese. E anche in questo caso potrebbero già esserci degli elementi in grado di orientare le ricerche dei carabinieri del nucleo investigativo.

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