Arrestato lo scafista diciottenne

Capo Teulada: aveva fornito false generalità e dichiarato di avere 15 anni

CAPO TEULADA. Ancora uno sbarco di profughi nella costa suld occidentale della Sardegna. Dopo i 20 salvati l’altro ieri dalla guardia costiera, altri cinque sono arrivati su una barca in legno e vetroresina con motore da 40 cavalli e sono stati intercettati nell’area tra Capo Teulada e Capo Sperone. L’avvistamento è stato operato dalla motovedetta dei carabinieri di stanza a Sant’Antioco. La motovedetta ha intimato alla barca di fermarsi ma il pilota del natante ha proseguito aumentando la velocità in direzione della spiaggia della localita “Turri”; una manovra fatta per impedire alla motovedetta, a causa del suo pescaggio, di avvicinarsi alla costa per fermare l’imbarcazione. I cinque occupanti sono stati bloccati appena arrivati sulla spiaggia. Lo scafista, per evitare di essere identicato si è levato la felpa che indossava e si è mischiato insieme ai compagni di viaggio. Il suo comportamento è stato però notato dai carabinieri che hanno poi ritrovato anche la felpa nascosta a prua. I 5 clandestini sono stati condotti presso gli uffici della compagnia, dove lo scafista ha dichiarato di avere 15 anni, di chiamarsi Mohammad Kalphey, e di essere tunisimo. Il giovane però è stato riconosciuto da parte del personale della motovedetta quale timoniere della barca e quindi è stato arrestato. Invece i quattro suoi compagni di viaggio, tutti in buona salute, privi di documenti di riconoscimento, al termine delle formalità di legge sono stati accompagnati al Cara, il centro di accoglienza di Elmas.Subito dopo si è scoperto che Mohammad Kalphey era già noto come Chakibe Barihan. Il ragazzo – che ha 18 anni e non 15 come dichiarato – il 17 agosto di un anno fa era già sbarcato tra Porto Pino e Teulada insieme a 4 algerini con i quali era stato rintracciato nel cuore

della notte. È probabile che venga utilizzato come scafista per guidare le barche cariche di connazionali. Il giovane è stato arrestato e accompagnato in una camera di sicurezza della Compagnia di carabinieri di Carbonia. Già oggi potrebbe comparire davanti al giudice per la direttissima.

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