Legami con il giallo di Nule

Il 19enne ucciso conosceva il giovane scomparso. Inchiesta, primi sospettati

NULE. Quella macchina bruciata è un brutto segnale. E insieme alla misteriosa scomparsa di Stefano Masala, il giovane di 28 anni del quale non si hanno più notizie da giovedì sera - quando è uscito di casa per andare a un appuntamento - rappresenta la pista forse più importante sulla quale stanno lavorando i carabinieri per cercare di arrivare a chi ha ucciso a fucilate, l’altra mattina, Gianluca Monni, lo studente di Orune di 19 anni.

Si conoscevano. C’è una “triangolazione” - come viene chiamata con il termine tecnico - sulla quale hanno concentrato l’attenzione gli investigatori. E si basa su un ragionamento (in parte coperto dal riserbo): la vittima e il giovane scomparso a Nule si conoscevano, avevano avuto frequentazioni comuni e - almeno in una occasione specifica - avrebbero fatto parte di un confronto non proprio pacifico tra gruppi contrapposti.

L’auto. Bruciare la Opel grigia, che aveva delle caratteristiche particolari, può voler dire che c’era l’esigenza di cancellare con il fuoco ogni possibile traccia. A bordo di quel veicolo si è allontanato, giovedì sera, Stefano Masala. E da quel momento si sono perse le sue tracce, il cellulare è spento e nessuno - neppure gli amici più vicini - hanno avuto sue notizie. La Opel è stata trovata carbonizzata, poco prima delle 2 di ieri, a cinque minuti dal centro di Pattada, in zona “Matari”, al chilometro 42 della 128 bis. Ora gli esperti del Reparto investigazioni scientifiche la stanno analizzando alla ricerca anche di un piccolo elemento risparmiato dalle fiamme. Sul terreno, nella stradina di penetrazione, sono state rilevate diverse impronte.

Collegamenti. Questo, ovviamente, non vuol dire che ci sia un legame accertato tra la scomparsa di Stefano Masala e l’uccisione di Gianluca Monni, così come - al momento - non si può affermare che l’auto incendiata fosse nella disponibilità del giovane scomparso anzichè di altri che, eventualmente, dovranno essere individuati.

Un sospetto. Già dalla serata di venerdì - tra le diverse persone monitorate - c’è un giovane sul quale si sono concentrati i sospetti degli investigatori. Ieri l’informazione non è stata smentita: si tratterebbe di una persona di Nule (che conoscerebbe bene Stefano Masala), al centro di una serie di valutazioni. Nei suoi confronti, però, non è stato adottato al momento nessun provvedimento. Le verifiche delle ultime ore avrebbero riguardato rapporti e frequentazioni, ultimi spostamenti e soprattutto l’esistenza di un alibi nella fascia oraria in cui è stato commesso l’omicidio a Orune.

Testimoni. Non è vero che c’è silenzio totale, che a vincere sono stati ancora l’omertà e il disinteresse. C’è una movimentazione di gente, tra convocati e coloro che si sono presentati spontaneamente. Pochi hanno scelto di raccontare ciò che hanno visto, di fornire qualche intuizione. Due i fronti: l’auto utilizzata dagli assassini e storie (neanche troppo lontane) con incroci tra territori diversi, in questo caso Orune e Nule. Alcuni avrebbero riferito di un’auto che - e questo è l’elemento che mette insieme scomparso e vittima - potrebbe essere la Opel grigia. Altri, presenti incidentalmente sulla scena del delitto, invece, per ragioni diverse, non sarebbero riusciti neppure a descriverla vagamente.

Fronte comune. La frase più significativa - che può dare la dimensione di quale sia l’orientamento è che a Gianluca Monni «lo piange tutto il paese». E questo è un altro segnale che non può essere sottovalutato: potrebbe essere la conferma che gli assassini del diciannovenne sono arrivati da fuori. E non da troppo lontano.

Lo scomparso. Stefano Masala è considerato «un ragazzo buono e tranquillo». A Nule non si spiegano quale possa essere il collegamento tra la sua misteriosa scomparsa (la sera prima) e le indagini sull’omicidio di Orune. La paura è che possa essergli capitata qualcosa di grave. E che l’auto incendiata nella zona di Pattada sia solo un particolare di una brutta storia che si sta appena cominciando a scrivere.

L’appuntamento. Nell’indagine sono entrati anche i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari. Stanno cercando di capire cosa possa esserci dietro la scomparsa di Stefano Masala e, soprattutto, sul totale silenzio dal momento in cui è uscito di casa per andare a un appuntamento. Gli interrogativi sono obbligati: con chi doveva vedersi, e perché avrebbe confidato che si trattava di una cosa importante?

Quell’incontro è avvenuto in paese o ha richiesto uno spostamento? E che cosa succede poi? Perché Stefano non si trova più e dopo l’omicidio di

Gianluca Monni le indagini si allargano fino a toccare Nule e inquadrano con decisione alcune situazioni che gli inquirenti tengono strettamente riservate? Forse dalle risposte a questi interrogativi dipende la soluzione di un caso complicato ma con diversi indizi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller