estate a rischio

Emergenza incendi senza vigili del fuoco

I sindacati hanno detto no alla convenzione con la Regione: mancano i fondi e i mezzi. Polemica per il mancato trasferimento di 250 pompieri

SASSARI. In mezzo alle fiamme quasi a mani nude. Questa volta i vigili del fuoco non ci stanno e dicono no a un accordo che considerano penalizzante e persino offensivo. Le sigle sindacali, compatte, non hanno accettato di firmare la convenzione con la Regione per la prossima campagna antincendi, che inizia il 1 giugno e si conclude il 30 ottobre. I motivi del rifiuto: organici ridotti all’osso, mezzi super datati e inadeguati per affrontare le situazioni di pericolo, e fondi assolutamente insufficienti: 600mila euro, a fronte di una campagna che nel 2014 è costata 56 milioni, con i quali pagare gli straordinari del personale, fare il pieno di carburante e riparare i mezzi. Sullo sfondo, le promesse non mantenute dal governo nazionale e dalla Regione: 250 vigili del fuoco si erano illusi di rientrare a casa, invece il loro trasferimento è stato rimandato a data da stabilirsi.

Sindacati infuriati. Unite nel dire no, pur con alcune distinzioni. Le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Conapo, Confsal e Usb si sono rifiutate di firmare la convenzione con la Regione illustrata dal direttore regionale dei Vigili del fuoco Silvio Saffioti. I sindacati si sono espressi in maniera molto critica nei confronti della Regione a proposito della carenza degli organici, dei mezzi e dei fondi insufficienti.

La Cisl ha puntato il dito, oltre che contro la Regione, soprattutto contro il Dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco e ha ricordato le promesse del sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci che in occasione di una recente visita nell’isola aveva garantito l’assegnazione di circa 250 organici ai vari comandi sardi. «In realtà, saranno appena 60 i vigili del fuoco che saranno trasferiti nell’isola dopo tanti anni di lavoro sulla Penisola – dice Nino Manca, segretario regionale della Cisl –. Ma contemporaneamente ai 60 nuovi arrivi ci saranno 15 partenze di altrettanti colleghi che con nuove qualifiche andranno a operare oltre mare. Con organici così risicati è evidente che non sarà possibile garantire – oltre a tutta l’ordinaria amministrazione – anche il servizio antincendi».

Retroscena. A differenza di altre regioni, come la Campania e la Calabria, la Sardegna non ha accettato di utilizzare parte dei fondi comunitari per contribuire al miglioramento della dotazione di mezzi a disposizione del Corpo. Con quei fondi (la richiesta del Ministero oscillava tra i 2 e i 3 milioni di euro) sarebbe stato possibile acquistare mezzi fuoristrada adatti per combattere gli incendi. Le regioni che hanno contribuito hanno visto rientrare moltissimi vigili del fuoco, finalmente a casa. In Sardegna invece quasi tutti i trasferimenti, già annunciati, sono stati bloccati.

Che succederà. Il no dei sindacati alla firma della convenzione non è vincolante.

La direzione regionale del Corpo potrebbe decidere comunque di accettare l’accordo con la Regione. Ma se così accadesse non si farebbero attendere le conseguenze: i sindacati infatti sono pronti a proclamare scioperi a oltranza e a portare i vigili a manifestare nelle piazze dell’isola.

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