Intesa, vetrina mondiale per 15 eccellenze sarde

Il gruppo bancario ospita società che producono vini, olio e prodotti alimentari In mostra anche imprese che puntano ad allargare il proprio mercato all’estero

MILANO. Verso un’escalation di contatti internazionali. L’Expo si trasforma in una vetrina mondiale per 15 eccellenze dell'isola grazie a Intesa Sanpaolo, global sponsor della manifestazione planetaria che vede in campo 145 Paesi. Dai vini ai formaggi, dalla promozione dei servizi alberghieri sino alle tante espressioni del food più moderno made in Sardinia. Con l'iniziativa "Ecco la mia impresa" 400 aziende italiane divise per filiera produttiva e start-up innovative hanno l'opportunità di essere ospitate e avere visibilità nei 1.000 metri quadrati dello spazio espositivo del gruppo bancario, official partner della manifestazione.

L’offerta e la domanda. In queste prime settimane di apertura sono già in atto promozioni e interventi per facilitare i contatti tra gli operatori dell'isola e gli eventuali partner di mercati emergenti. Un quadro promettente per società come quelle sarde, che difficilmente avrebbero potuto altrimenti mettersi in mostra da sole in una kermesse global come quella di Milano. Oltre ad Argiolas Formaggi, che ha già avuto modo di presentare i propri prodotti nei giorni scorsi, nella lista delle eccellenze scelte per l'occasione figurano alcune società con marchi sardi già noti a livello mondiale.

L’elenco. Ci sono l'Arbatax park resort (che si estende per circa 60 ettari sull’estremità della penisola di Capo Bellavista), il gruppo gallurese Delphina con base operativa a Palau e prestigiosi hotel a 4 e 5 stelle sul litorale nordorientale che arriva sino alla Costa Smeralda, quello dei Fratelli Loi di Orosei, con interessi in numerose altre zone dell’isola. Tutti e tre da tempo impegnati nel settore della ricettività in alberghi e residence sul mare. C'è poi l'olio algherese San Giuliano, di Domenico e Pasquale Manca, uno dei maggiori produttore nell’area del Mediterraneo. E c'è la spa Cantine Argiolas, di Serdiana, che così come parecchi “colleghi” selezionati da Intesa si distingue nell’export in mezzo mondo.

Operatori. E sempre per i vini in elenco compaiono la “società agricola” Vigne Surrau di Arzachena-Porto Cervo, le Tenute Olbios Sarl (appunto alle porte di Olbia), la cantina di Santa Maria La Palma ad Alghero, quella di Dorgali e la Pala di Serdiana, con tenute anche a Uras, Senorbì, Terralba e Ussana.Mentre Alimenta Srl, di Cagliari, potrà mostrare al pubblico internazionale il latte e gli altri suoi prodotti per bambini. Si autodefinisce infatti «la prima e unica azienda italiana che produce latte e siero ovino in polvere»: una realtà dove si integrano ambiente, tradizione e innovazione. Per la produzione casearia potranno poi beneficiare dello spazio avveniristico messo a disposizione da Intesa Sanpaolo in Expo la Coop Cao, cooperativa allevatori ovini di Fenosu, a Perda Lada, non lontano da Oristano, l'industria Fratelli Pinna di Thiesi, colosso nel settore privato dei pecorini, e la Sardaformaggi, “caseificio di montagna” fondato dai i fratelli Nino, Pietro e Salvatore Mura assieme al cugino Costantino Saba, con sede strategica a Buddusò.

Prospettive. Fin qui la lista delle aziende sarde selezionate assieme alle altre centinaia di eccellenze italiane che si alterneranno all'interno di The Waterstone, com'è stato chiamato lo spazio espositivo del gruppo bancario sponsor della manifestazione. Con tante occasioni per presentare al pubblico la propria offerta, organizzare incontri, sviluppare relazioni. «Anche le società dell'isola», spiegano infatti da Intesa, «sono state scelte nei diversi territori, sempre nell'ambito dei settori merceologici affini ai temi di Expo: food, fashion, hospitality». Storie, calendario e profilo delle aziende saranno condivisi in tempo reale all’Expo.

Il quadro generale. Nel suo padiglione all'Expo, comunque, Intesa presenta sempre servizi e prodotti in un ambiente particolare. Un ambiente che, come viene sottolineato dagli operatori dello stesso gruppo bancario, «tratta i problemi dello sviluppo sostenibile e responsabile, in sintonia con il tema "Nutrire il pianeta, energie per la vita" al centro della rassegna internazionale».

Il sito logistico. E sotto questo profilo lo spazio espositivo sorge in posizione strategica: lungo la direttrice del decumano, la strada dell’Expo sulla quale si affacciano tutti i padiglioni nazionali. Con una costruzione che è stata definita “evocativa di forte personalità”, ricorda tre sassi levigati con quattro cascate d'acqua che scorrono tra le connessioni. La struttura portante, di legno, è costituita da nove grandi portali arcuati posati a passo di cinque metri. Travetti e assito in legno uniscono i portali lasciando la struttura lignea a vista come l'interno di un grande fienile. Di sera, un sistema Led crea suggestivi effetti d’illuminazione.

Simboli e obiettivi evidenti. Lo spazio interno si distribuisce su due livelli. Il piano terra è rivolto al grande pubblico, con una filiale innovativa con i servizi più aggiornati e un'installazione artistica multimediale che rappresenta l'impegno della banca in ambito culturale e sociale. Al primo piano sono collocati spazi

dedicati a eventi e incontri con le imprese. In definitiva, con The Waterstone, Intesa ha voluto identificare un nome per il proprio padiglione «in grado di trasmettere un'immagine di forza, solidità, operosità, dinamismo, informalità e, insieme, un concetto in linea con i temi di Expo 2015».

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