Il governo stanzia 153 milioni per il dissesto geologico dell’isola

Conferme dalla giunta regionale: in giugno piani integrati per prevenire nuove catastrofi Si parla di 120 milioni da destinare a Olbia e di altri 33 per le aree urbane compromesse di Pirri

SASSARI. Ripartono i piani del governo contro il dissesto geologico. Non c'è solo la visualizzazione degli interventi nella mappa sul sito #italiasicura, aggiornata la scorsa settimana. «Anticipi di finanziamenti integrativi sono stati garantiti con i bandi che saranno pubblicati entro giugno per alcune aree metropolitane e urbane dell’isola – annunciano dall'assessorato regionale ai Lavori pubblici guidato da Paolo Maninchedda – Si parla di 120 milioni per interventi a Olbia dopo il Ciclone Cleopatra e di altri 33 per la disastrosa situazione di Pirri». In tutto, quindi, 153 milioni.

Valutazioni. «Ma nelle prossime settimane si tratterà di vedere se da Roma ci daranno effettivamente l'intera somma preventivata oppure se dovremo poi essere noi a cofinanziarne una parte come amministrazione sarda e, nel caso, in quale misura», aggiungono in assessorato. A ogni modo, dopo la catastrofe che il 18 novembre 2013 ha colpito mezza Sardegna provocando 19 morti e danni per oltre 650 milioni la svolta del prossimo mese dovrebbe rappresentare un passo avanti notevole. Tutto ciò anche perché a questa tranche - su scala nazionale calcolata in 6-700 milioni - se ne dovrebbe aggiungere presto una seconda, grosso modo di pari importo, e forse con anticipi altrettanto consistenti mirati sull'isola.

I calcoli. In tutto il Centronord italiano la somma erogabile dovrebbe aggirarsi così attorno a 1,3 miliardi di euro. Mentre su scala regionale le programmazioni dovrebbero costituire grosse boccate d'ossigeno per le popolazioni più danneggiate. E alimentare nuove speranze di rinascita in tutte le altre che, nelle aree più compromesse della Sardegna, temono il ripetersi di gravi calamità per troppe carenze e mancate contromisure.

Cronoprogrammi. «A ogni modo, circa i tempi, ci riferiamo a termini improrogabili legati al sistema Rendis: progetti per la mitigazione in tutt'Italia del rischio idrogeologico», tengono a puntualizzare in assessorato. Il piano, più esattamente, è quello fissato nel repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo, nato già nel 2005 con un'attività di monitoraggio. In ultima analisi, il pacchetto d'interventi si porrebbe come una specie di risarcimento per i fondi nettamente insufficienti stanziati da Roma sino a oggi dopo l'alluvione di un anno e mezzo fa e i successivi nubifragi che nel 2014 hanno attraversato Santa Teresa di Gallura e Romangia provocando tantissime altre devastazioni.

Somme e sintesi. Riepilogando, nei mesi successivi a questi disastri, in Sardegna lo Stato ha stanziato appena 20 milioni in maniera diretta. E poi - per il ripristino di strade, ponti, viadotti - circa 50 milioni attraverso l'Anas: azienda, quest'ultima, che dipende dal ministero delle Infrastrutture, ora guidato da Delrio dopo le dimissioni di Lupi. La Regione ne ha potuto mettere a disposizione 74. Mentre attraverso la Ue - sugli stanziamenti per le risorse agricole - ne sono stati trovati ulteriori 40. In tutto, quindi, solo 184 milioni spendibili su un fabbisogno complessivo di quasi 660.

Gli sviluppi. Nel documento appena aggiornato da #italiasicura comunque, si scoprono nuovi elementi di valutazione su stato e tempi dei lavori, oltre che sulle possibilità di effettivo ripristino di molte infrastrutture cancellate dai nubifragi. Per la prima volta in Europa i dati sul dissesto idrogeologico sono consultabili online da parte di tutti : alla base della scelta, una intesa per garantire trasparenza sulle procedure necessarie a ridurre i pericoli.

Le attese. Va ricordato che nel caso degli interventi elencati per il momento su #italiasicura per l’isola si parla sempre di opere post Ciclone Cleopatra, non delle contromisure di carattere più generale per evitare frane, smottamenti, esondazioni. A questo secondo fondamentale filone si ricollegano invece i cantieri prospettati a Roma per giugno. Quelli a cui fa adesso riferimento l’assessore regionale ai Lavori pubblici.

Promesse mancate. «E presto vedremo se i soldi integrativi messi in conto dal governo saranno davvero quelli che arriveranno», sostengono all’assessorato dei Lavori Pubblici preferendo la prudenza. In passato Palazzo Chigi ha infatti riservato amare sorprese. Il 4 dicembre scorso erano già stati garantiti per

gli stessi scopi 164 milioni, tutti destinati esclusivamente all’isola. Ma trascorsi due giorni, si era saputo che quei fondi sarebbero potuti arrivare soltanto nel 2018: per il 2015-2017, nel frattempo, dalla capitale avevano dato il via libera ad altre regioni.

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