confronto sul riavvio della fabbrica

Il carbone dell’Eurallumina divide ambientalisti e operai

PORTOSCUSO. Il progetto per il riavvio dell'Eurallumina in assemblea pubblica è stato accolto con un applauso da una folla di lavoratori. Davanti ai rappresentanti del servizio regionale Savi...

PORTOSCUSO. Il progetto per il riavvio dell'Eurallumina in assemblea pubblica è stato accolto con un applauso da una folla di lavoratori. Davanti ai rappresentanti del servizio regionale Savi (Sostenibilità ambientale e valutazione impatti) l'ad Vincenzo Rosino ha fornito dati e cifre sulla caldaia da 285 megawat che produrrà energia elettrica e termica. «Si è preso in considerazione metano, eolico o solare, alla fine abbiamo scelto il carbone per avere più continuità di erogazione e potenza», ha detto. Il valore dell'investimento, 185 milioni, ha poi precisato l'amministratore, è necessario per abbattere i costi. La bauxite dalla quale si dovrà produrre allumina sarà importata dalla Nuova Guinea. Il progetto, verrà realizzato dall'Euralenergy, totalmente partecipata dall'Eurallumina. Sul mercato dovrebbe durare 25 anni e in pieno regime garantire lavoro ad oltre 500 persone.

All'assemblea sono intervenuti i rappresentanti della Fester Wheeler, società Usa che si occupa di studi di fattibilità, gestione di progetti e realizzazine di impianti. «Nella massima capacità produttiva rispetto ai vecchi impianti, con la nuova caldaia si abbatteranno le emissioni in atmosfera» ha detto l'ingegner Vincenzo Tota, del 49% delle polveri, 80% NOx (ossidi di azoto) e del 90% SO2 (anidride solforosa)». Al termine delle relazioni i lavoratori hanno espresso soddisfazione urlando “W il il lavoro!». Ma il clima si è surriscaldato con l’intervento di associazioni contrarie alla realizzazione della caldaia a carbone. Angelo Cremone, di Sardegna consumatori, ha messo in evidenza aspetti poco chiari sull'impatto come le emissioni di Co2: «Non sono state neanche nominate», ha detto ponendo interrogativi sulle conseguenze. Ha poi parlato Vincenzo Pillai, di Cagliari Social Forum, definendo il progetto della caldaia superato e per niente sostenibile. Altri ancora hanno dato corpo alle paure per l'ambiente facendo riferimento al bacino dei fanghi rossi e alle emissioni in atmosfera.

All'assemblea gli ecologisti non si sono presentati con striscioni e manifesti. Ma prima che iniziasse l'incontro diversi manifestanti di Sardegna pulita, Carlofortini preoccupati, Confederazione Sindacale Sarda, Adiquas di Nuraxi Figus, hannno indetto una conferenza stampa

all'ingresso di Portoscuso per mettere in evidenza la loro contarietà al progetto dell' Eurallumina. Le perplessità saranno valutate dalle autorità competenti e il progetto si avvia adesso verso tutte le fasi necessarie per l'approvazione. Il riavvio degli impianti è previsto nel marzo 2018.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller