Parlano gli investigatori

Banda Mesina, la difesa cerca «buchi» nelle carte d’indagine

CAGLIARI. Graziano Mesina ha disertato un processo che va avanti a rilento, quello sul traffico di droga e altri reati di cui la Dda accusa l’ex ergastolano e la sua presunta banda di fiancheggiatori. Concluso alla scorsa udienza il controesame del brigadiere Vargiu, ieri l’avvocato Federico Delitale - difensore di Corrado Altea - ha rivolto la stessa lunghissima sequenza di domande al collega Molotzu, che ha risposto puntigliosamente e con grande precisione. Un sostanziale ripasso delle intercettazioni e degli incroci investigativi tra le conversazioni registrate e gli esiti dei riscontri. Nel tentativo di scoprire «buchi» dell’indagine, utili a rafforzare le tesi difensive di Altea.

Si andrà avanti il 25 giugno con nuove testimonianze. Con Mesina sono imputati nel giudizio ordinario davanti ai giudici della seconda sezione del tribunale anche il suo presunto socio in affari illegali Gigino Milia di Fluminimaggiore e l'avvocato Corrado Altea, arrestati nel blitz dei carabinieri il 10 giugno 2013 che portò in carcere 25 persone accusate di traffico di droga e vari altri reati. Imputati anche Franco Pinna, Efisio Mura, Enrico Fois - conosciuto come Vinicio - e Luigi Atzori.

Nel processo parallelo, che va avanti secondo

il rito abbreviato davanti al gup Cristina Ornano, si è invece conclusa nelle scorse settimane la requisitoria del procuratore aggiunto Ganassi, con la richiesta di condanne per quasi 150 anni di reclusione nei confronti dei 21 imputati, presunti componenti e fiancheggiatori della banda Mesina.

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