il caso

Troppi costi, stop al trenino verde

L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana: servirebbero 130 milioni di euro per rendere sicura la linea

SASSARI. Per non finire in rosso l’Arst spegne il trenino verde. Una scelta obbligata. Costi insostenibili per l’attrazione turistica finita in modo un po’ cervellotico nelle mani dell’Azienda di trasporti. Perché il trenino a parte i turisti non porta nessuno.

Dopo l’annuncio sul sito dell’Arst è arrivata subito la presa di posizione dei sindacati. «A mancare sono le risorse economiche che la Regione non ha previsto nel bilancio – dice il segretario della Filt Cgil Arnaldo Boeddu – . A pagare le conseguenze sono i sardi e i turisti. Non destinare le risorse necessarie per un servizio che vale tantissimo anche sotto l'aspetto della promozione turistica, è un danno per l'intera comunità».

Ma anche il deputato di Unidos Mauro Pili punta il dito contro la Regione. «È l'ultimo capolavoro di assessori farlocchi che dimostrano ogni giorno di più la totale improvvisazione – dice Pili –. Quando una Regione di dilettanti non è in grado nemmeno di pianificare un gioiello come il trenino verde vuol dire che sono degli irresponsabili senza appello».

Ma a sentire l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana si fa fatica a parlare di gioiello. «Il trenino lo abbiamo dovuto fermare – spiega –. Il motivo è semplice manca la possibilità di intervenire sulla linea ferroviaria per renderla sicura. Ci sono 420 chilometri di linea ferroviaria a scartamento ridotto. Una buona parte è stata costruita alla fine dell’Ottocento. Ne sono stati sistemati 167 chilometri e abbiamo speso 65 milioni di euro. Per rendere gli altri sicuri servirebbero più di 130 milioni. Soldi che non abbiamo». Ma ci sono anche altri aspetti legati a infrastrutture che devono essere riviste. Il trenino verde passa sopra ponti di ferro costruiti alla fine dell’Ottocento, attraversa gallerie scavate nella pietra senza nessun tipo di armatura.

«Non si può pensare di portare avanti un servizio simile senza interventi che rendano sicuro il percorso – conclude Deiana –. Per farre questo servono investimenti immediati e importanti.

Ho chiesto tempo fa anche un aiuto dai Comuni, ma capisco che per loro sia molto complicato mettere a disposizione risorse. In queste condizioni è impossibile far viaggiare il trenino verde. Decenni di mancate manutenzioni e disattenzione hanno portato a questo punto di non ritorno».

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