Strappo sulle bonifiche nei poligoni

I componenti civili del Comipa abbandonano la riunione in segno di protesta

CAGLIARI. Strappo nel Comitato paritetico misto per le servitù. I componenti civili hanno abbandonato la seduta di ieri mattina dopo un dissidio con i membri militari. «Quando abbiamo cominciato a chiedere chiarimenti su aspetti legati a poligoni, bonifiche e indennizzi, ci siamo sentiti rispondere con toni così aspri da offendere la dignità del nostro ruolo di rappresentanti della Regione _ ha commentato a fine incontro Gianni Aramu, "veterano" del Comipa _ Non è stato per niente delicato dirci che, se avessimo proseguito nelle nostre richieste, avrebbe potuto venire rimesso in discussione l'accordo per la sospensione delle esercitazioni dal primo giugno a fine settembre». Adesso, secondo quanto prevedono le norme e stando a quanto ricordato dagli stessi protagonisti della clamorosa protesta all'interno del Comitato, un’altra riunione dovrà essere riconvocata nelle prossime settimane. Anche perché c'è la necessità di esaminare a fondo il programma di manovre e addestramento nei poligoni per gli ultimi tre mesi del 2015.

Gli argomenti al centro della discussione erano parecchi. E facevano seguito a sopralluoghi svolti dal Comipa in diverse zone off limits. Più precisamente nella base di Teulada, dove i membri del Comitato hanno potuto prendere visione di alcune delle prospettive legate al nuovo sistema Siat, progetto che prevede la nascita di due simulazioni di "villaggi nemici" per una guerra virtuale senza uso di munizioni. Ieri, comunque, l'incontro è durato molto meno del previsto.

Alla riunione, presieduta dal generale Claudio Tozzi, hanno preso parte oltre Aramu gli altri componenti nominati dalla Regione: Salvatore Mocci, che ha sollevato la questione delle proteste continue da parte delle popolazioni del Centro Sardegna per l'uso di parte del Lago Omodeo come poligono da parte delle forze dell'ordine, Antonello Tanas, Gianuario Fiori, Agostino Armeni e Antonello Giustini.

Tutti d'accordo nell'abbandonare il tavolo di fronte quello che hanno definito un atteggiamento pco rispettoso delle prerogative "paritetiche" assegnate a tutti i componenti del Comipa. Fra gli altri temi discussi prima del momento che ha segnato la rottura del dialogo, un altro problema segnalato dagli stessi membri civili dell'organismo: la mancata riapertura nei tempi previsti (primo giugno) di quattro spiagge vicine a basi e poligoni che i vertici militari si erano impegnate a "liberare" all'inizio della stagione turistica. Ossia Murta Maria a Quirra-Capo San Lorenzo, e nella zona di Teulada, Porto Tramatzu, Sabbie bianche e la Spiaggia degli americani. Si è poi cominciato a discutere, ma senza alla fine poter arrivare a una conclusione, delle esercitazioni fissate per ottobre, novembre e dicembre.

Così come delle regole per il recupero di munizionamento e eventuali sostanze inquinanti al termine dell'addestramento. «Non è accettabile che anche sotto questo profilo Difesa e Ambiente firmino

protocolli bilaterali scavalcando l'amministrazione sarda», ha rimarcato in ultima analisi Gianni Aramu. Che, prima dello strappo, ha sollecitato spiegazioni sui disciplinari da applicare proprio sotto il profilo delle bonifiche nei territori soggetti a servitù militari. (pgp)

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