Tempio, aperto il museo dedicato al grande tenore Bernardo De Muro

Un’esposizione permanente nel palazzo degli Scolopi: abiti di scena, spartiti, carteggi, fotografie e articoli

TEMPIO. «Ho avuto due maestre nella mia vita: la libertà e la Gallura». E’ quello che diceva sempre il tenore tempiese Bernardo De Muro. E la sua città, Tempio, e la Gallura non fermano la sua libertà neanche dopo decenni dalla morte.

Giovedì 2, a Tempio, è stato aperto al pubblico il museo che raccoglie tutta la sua vita: abiti di scena, spartiti, carteggi, fotografie e articoli di giornale: una vita racchiusa nelle sale al palazzo degli Scolopi. La gestione è affidata a sei ragazzi del servizio civile che hanno seguito dei corsi di preparazione. Dalle loro parole, durante la prima visita guidata, tutto l’amore nel poter raccontare ai visitatori la vita e la carriera del tenore.

I ragazzi del servizio civile e, al...
I ragazzi del servizio civile e, al centro, il sindaco Biancareddu

«Dobbiamo volare alto come ha fatto il nostro illustre concittadino – ha detto il sindaco Andrea Biancareddu – in questa struttura l’esposizione è temporanea. Quando saranno ultimati i lavori sarà spostata nei locali della vecchia stazione».

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Nelle sale e nelle teche centinaia di reperti anche restaurati che raccontano il tenore che era meticoloso nell’annotare impegni artistici e raccogliere articoli di giornale che ne raccontavano i successi. Un uomo minuto che sprigionava una voce fenomeno che usciva dall’anima, che ha calcato i palcoscenici più importanti del mondo.

Tipicamente sardo nell’aspetto, internazionale nella voce. In poche parole: Bernardo De Muro. Fu a lungo la star indiscussa del Teatro La Scala di Milano. Il tenore tempiese si è esibito nei più importanti teatri del pianeta, tra i quali il Madison Square Garden di New York.

Bernardo De Muro rientra nel genere di cantanti lirici che viene definito “mascagnano”, dotato di una voce caratteristica delle opere di Pietro Mascagni e specialista del compositore. Il debutto arriva, nel 1902 come baritono, cosa inconsueta considerando la limpidezza, il tono e il timbro da tenore.

Passò, poi, con disinvoltura, a ruoli da tenore non prima del 1910, quando indossò i panni di Turiddu, il protagonista della Cavalleria Rusticana di Mascagni.

Nel 1912 fu in scena alla Scala nell’Isabeau dello stesso autore, un ruolo che diventò presto il suo cavallo di battaglia. Il critico e storico del teatro lirico Gian Carlo Landini scrisse: “Ascoltarlo fa capire perché l’Isabeau scomparve dalle scene e perché non fu più riproposta: senza Bernardo De Muro è impossibile”.

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