Fotovoltaico in Marmilla: raggiro coi progetti falsi

La Procura indaga dopo la denuncia dell’Ordine degli ingegneri di Milano Sospetti su uno psicologo che avrebbe incassato un milione e 200 mila euro

CAGLIARI. Sette comuni della Marmilla e del Medio Campidano che sentono odore di truffa, impianti fotovoltaici progettati da un ingegnere misterioso e sullo sfondo un intraprendente sessantenne laureato in psicologia: sono gli ingredienti dell’inchiesta per truffa aggravata e falso che la Procura sta per chiudere. Il protagonista è Adriano Colosimo, a suo tempo membro del Comitato scientifico scuola formazione politica “Progettare il futuro” del Pd insieme fra gli altri all’ex consigliere regionale Chicco Porcu e al costituzionalista Pietro Ciarlo. Colosimo era anche presidente dal 1997 del Battelle 21, costituito tra Battelle Memorial Institute e il sardo Consorzio 21 per la gestione - è scritto nel sito internet di Porcu - delle attività di ricerca in relazione al contratto di programma Saras: ed è lui, elegante e distinto, che nel 2007 si presenta ai sindaci di Villamar, Villanovaforru, Pauli Arbarei, Setzu, Las Plassas e Gesturi per promuovere l’installazione di parchi fotovoltaici a biomasse che a suo dire avrebbero garantito nel tempo l’autonomia energetica ai comuni e redditività consistente. Colosimo non sembra uno qualsiasi: si qualifica come responsabile in Italia del Battelle Memorial Institute, uno dei più grandi istituti di ricerca scientifica del mondo. Ottiene fiducia, diventa presidente del Consiglio di amministrazione del consorzio progetto Marmilla (Co.pro.ma) e il 28 marzo del 2008 firma la convenzione per costruire gli impianti. Poi presenta i progetti esecutivi dei parchi, che vengono realizzati coi pannelli forniti da Colosimo in base a un appalto integrato progettazione-lavori. Lo pagano, incassa un milione e 192 mila euro che i comuni coinvolti hanno ottenuto per un quinto dalla Regione e il resto con mutui del Banco di Sardegna. Infine Colosimo sparisce, malgrado il contratto coi comuni prevedesse anche la manutenzione.

Gli interrogativi più scottanti riguardano però i progetti: risultano tutti firmati e timbrati dall’ingegnere milanese Giovanni Deveronico. Ma quando il collega cagliaritano Marco Pisano li prende in mano per occuparsi degli aspetti amministrativi ed entra in contatto con lui, Deveronico cade dalle nuvole: «Quali progetti? Non ne so nulla». Pisano glieli trasmette e si scopre il raggiro: nei progetti c’è la sua firma e anche il timbro personale, peccato che siano falsi. In alcuni manca il numero di iscrizione all’albo degli ingegneri, in altri è stato sostituito col numero di cellulare. Deveronico si era limitato a elaborare solo due «schemi unifilari» per i comuni di Gesturi e Las Plassas, ma nessun progetto. Superfluo aggiungere che non ha incassato una sola parcella. A quel punto - siamo a luglio del 2012 - non resta altro da fare: partono due denunce alla Procura di Cagliari, una firmata da Deveronico e l’altra dal presidente dell’Ordine milanese degli ingegneri Stefano Calzolari. È l’avvio dell’inchiesta: la Procura raccoglie i documenti di quella che appare come una truffa dalle proporzioni ancora da valutare. Con una certezza: a portare i progetti in Sardegna è stato Colosimo. Mistero sull’autore reale degli studi tecnici e sulle tasche in cui sono finiti i soldi

destinati alle parcelle per la progettazione esecutiva. Il nome di Colosimo ricompare nelle cronache come consigliere di amministrazione della società svizzera Finthea Sa, con sede a Lugano, il cui nome ricorre negli atti dell’inchiesta sulla Lega Nord e il suo tesoriere Francesco Belsito.

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