tragedia

L’elica dello yacht uccide una bimba di 11 anni, denunciato il comandante

Santa Margherita di Pula. Letizia Trudu era a bordo con suo padre: si è tuffata ed è stata dilaniata dalle pale

PULA. Una bambina di 11 anni, Letizia Trudu, di Assemini, è morta per le gravi ferite provocate dall’elica del motoscafo guidato dall’amico del padre. Intorno alle 17.30 l’Azimut si era fermato davanti alla via delle Sirene sulla spiaggia di Santa Margherita vicino alla riva per far fare un po’ di tuffi ai ragazzini a bordo. La tragedia è avvenuta in una manciata di secondi che i carabinieri, ieri, hanno cercando di ricostruire nel dettaglio. Il conducente del motoscafo, Maurizio Loi, 59 anni, ex campione di windsurf, è stato denunciato a piede libero per omicidio colposo.

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Letizia Trudu, 11 anni, di Assemini, è stata soccorsa dal babbo che l'ha riportata a riva, ma non c'era più niente da fare. A bordo anche l'altra figlia di 8 anni. Al timone un amico del padre che, sotto choc, ha fatto ripartire l'imbarcazione per andare a chiedere aiuto: è indagato per omicidio colposo

I tuffi. La barca, un Azimut, è arrivata a una cinquantina di metri dalla spiaggia, si è messa con la poppa verso la riva, qualcuno ha estratto il trampolino ma la piccola Letizia e suo padre Andrea, di 46 anni, si sono tuffati dalla “spiaggina”, la parte posteriore piatta e Letizia è finita su una delle eliche. Nell’acqua è comparsa una macchia di sangue, il padre Andrea ha soccorso la bambina, Maurizio Loi, si è tuffato anche lui per aiutare Letizia mentre, dalla riva affollata di bagnanti, a grandi bracciate arrivava un uomo che aveva visto la piccola scomparire in acqua e la macchia di sangue allargarsi accanto allo scafo.

Gli altri bambini. Tutto questo avveniva sotto gli occhi degli altri ragazzini che avevano trascorso la giornata assieme in giro per le calette oltre il promontorio di Bithia. Subito dopo aver soccorso Letizia, Maurizio Loi è risalito sulla barca, ha riacceso il motore ed è ripartito. Quell’andar via, per almeno un’ora, è apparso come una fuga. Si saprà poi che Loi, invece, aveva telefonato alla Capitaneria di porto e, mentre riportava la barca a Marina Piccola scortato dalla motovedetta dei carabinieri che lo avevano raggiunto per accompagnarlo in caserma, chiedeva in quale ospedale avessero portato la bambina.

Il soccorso disperato. Letizia è arrivata in spiaggia fra le braccia del padre. Una bagnante racconterà che era pallidissima, aveva perso molto sangue, il medico dell’ambulanza giunto alle 18 ha potuto solo constatarne la morte causata dalle profonde ferite. Nello sgomento generale sono arrivati i carabinieri della stazione di Pula che hanno cominciato a mettere in fila le informazioni di una cronaca corale concitata, confusa su un aspetto fondamentale: quando la bambina si è tuffata la barca aveva il motore acceso o no?

Il testimone. Da terra era vistoso il movimento dell’Azimut da 14 metri: «Andava avanti e indietro – diceva una signora – i ragazzi si tuffavano dal trampolino e la barca si muoveva all’indietro, sembrava che quasi arrivasse a riva. Non so se il motore fosse acceso, ma è sicuro che la barca si muovesse moltissimo».

La dinamica della tragedia. A tarda sera dal comando provinciale che ha coordinato le indagini è arrivata la ricostruzione. Dalle testimonianze e da alcuni accertamenti tecnici è emerso che Maurizio Loi era rimasto a bordo mentre tutti si tuffavano per raggiungere la riva a nuoto. Quando sembrava che i nuotatori fossero abbastanza lontani dal motoscafo, Loi ha riacceso il motore per ripartire. Si è fermato subito per le urla dei bagnanti, ha visto il sangue in acqua, si è tuffato per soccorrere la bambina, poi è risalito a bordo sul motoscafo ormai alla deriva.

La famiglia. Andrea Trudu è uno dei figli di Basilio, ex proprietario della discoteca Eurogarden di Assemini. A Santa Margherita era in vacanza con le figlie in una villetta di alcuni suoi parenti in via delle Sirene. La madre delle bambine è arrivata alle 18.30 dall’aeroporto, dove lavora. Il corpo di Letizia giaceva nell’ambulanza. Quando il magistrato di turno, Alessandro Pili, ha dato il permesso perché la salma venisse portata nell’obitorio del policlinico di Monserrato, Andrea Trudu si è gettato a terra per la disperazione.

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