estate 2015

La Sardegna è ripartita, turismo in crescita del 5 per cento

Primo scorcio di stagione positivo. Aumentano gli stranieri, ancora in affanno gli italiani. L’assessore Morandi: puntiamo a una stagione di otto mesi

SASSARI. Sparge ottimismo, un po’ per professione, un po’ perché ci crede davvero. L’assessore al Turismo Francesco Morandi non ha dubbi. Sarà una stagione positiva. E nella sua riottosa prudenza a dare numeri si sbilancia. «Chiuderemo minimo con una crescita di arrivi e presenze del 5 per cento», ma lascia intuire che si aspetta numeri migliori.

La ripresa della fabbrica. La Fiat dell’isola sembra essersi riaccesa. Dopo diverse stagioni di profonda crisi la Sardegna sembra avere un nuovo appeal turistico. Il processo è più forte in alcune aree dell’isola e più lento in altre. È certo che la recessione ha cambiato, forse per sempre, il tipo di clienti. Gli italiani sono ancora merce rara, in particolare nei mesi di spalla. A regalare numeri positivi al turismo nell’isola è il boom degli stranieri. Merito dei voli low cost, ma non solo. Anche le strategie di mercato e della creatività di alcuni imprenditori che i turisti sono andati a cercarli e li hanno caricati su voli charter.

La strategia. L’assessore dà qualche numero e spiega la filosofia che ha seguito la Regione. «Abbiamo dati incoraggianti in questo primo scorcio di stagione – spiega Morandi –. Abbiamo incrociato i dati degli arrivi e quelli delle presenze. Il trend per ora è positivo. C’è anche un altro aspetto che mi dà entusiasmo. Siamo riusciti a creare una stagione che arriva a ottobre. La testimonianza è nel fatto che molti albergatori hanno scelto di mantenere le loro strutture aperte anche dopo settembre. Segno che il lavoro di questi anni inizia a dare risposte».

Più francesi meno russi. I turisti in ciabatte e telo da mare sono lo specchio della geopolitica mondiale. Diminuiscono i russi. La classe media dell’est Europa paga l’embargo e l’ostilità dell’Occidente alla politica di Putin. La flessione dei russi è intorno al 30 per cento nel mercato italiano, nell’isola si sente un po’ meno ma rimane sempre importante. In questo calcolo non devono essere considerati i super ricchi dell’ex repubblica sovietica. Per i nipoti degli zar la crisi geopolitica ed economica non esiste.

Anche l’instabilità della Tunisia e della Grecia spinge visitatori nell’isola. «È vero – continua –. In questo momento c’è anche il fattore per noi significativo della deviazione di una parte dei flussi turistici da altre mete ritenute poco sicure o poco affidabili. Ma sarebbe riduttivo spiegare i numeri positivi con questi fattori». Esiste anche una classifica dei turisti all’assalto dell’isola. Crescono molto i francesi e gli inglesi, restano importanti le presenze di tedeschi e svizzeri. Sono loro a essere protagonisti nei mesi di spalla.

Gli italiani. Per ora restano la grande incognita. Impossibile pensare di ritornare ai numeri del periodo pre-crisi, ma Morandi è ottimista. «I dati che studiamo in questo periodo riguardano le prenotazioni. Si vede un ritorno anche degli italiani ad agosto – afferma –. Sono fiducioso. Credo che siano ancora una fetta fondamentale per la nostra politica turistica».

Il marketing. Ma da tempo la Regione ha individuato nei mercati stranieri il carburante nobile da sfruttare per alimentare l’industria del turismo. «Per allungare la stagione puntiamo su mercati obiettivo – conclude Morandi –. Sono già arrivati risultati importanti. Proprio dove abbiamo spinto con maggiore convinzione. Quest’anno lavoriamo anche su

Polonia, Repubblica Ceca e sul Nord Europa, Danimarca, Svezia e Norvegia». E anche la nuova Ct2 sembra orientata in chiave turistica. Si punta a collegare l’isola con sei grandi capitali straniere. Segno che il grande spot per attrarre nuovi turisti coinvolge diversi assessori.
 

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