Operaio ucciso e bruciato: nuovo ergastolo a Batzella

Un’altra condanna per il boss per avere ammazzato l’operaio Sergio Tronci L’uomo punito perché aveva una relazione con la moglie del pregiudicato

CAGLIARI. Arriva una nuova condanna all’ergastolo per Niveo Batzella, considerato il capo indiscusso di una banda criminale che ha seminato morte e violenza nel Cagliaritano, con un tentativo fallito di entrare nel campo dei sequestri di persona: è stata la Corte d’Assise presieduta da Claudio Gatti ad accogliere la richiesta del pubblico ministero Rossana Allieri, giudicando Batzella responsabile dell’omicidio di Sergio Tronci, l’operaio di Assemini che lavorava alla Vesuvius, bruciato vivo nel febbraio del 2004 ad Ortacesus punito con la morte perché aveva una relazione clandestina con la moglie di Batzella. La Corte ha inflitto al pregiudicato un’ulteriore condanna a dieci anni di carcere per la riduzione in schiavitù della moglie, sottoposta a continue violenze nel corso degli anni. Mentre i giudici non hanno inflitto all’imputato la misura dell’isolamento diurno, come richiesto dall’accusa. Per lo stesso delitto era stato condannato a sedici anni dopo il rito abbreviato il nipote Gianfranco Batzella - che ha accusato lo zio del delitto nel corso di un incidente probatorio - e a sei anni e otto mesi la moglie Lucia Pitzalis, che si è sempre difesa sostenendo di essere stata costretta ad aiutare il marito per sottrarsi alle sue violenze. La donna ha sostenuto di temere per la sua vita poichè Niveo Batzella, difeso dall’avvocato Riccardo Floris, aveva scoperto la sua relazione con la vittima. A lei, dunque, era toccato fissare un appuntamento trappola con l’operaio che, invece dell’abbraccio dell’amante trovò ad attenderlo i suoi carnefici. Una fine terribile: stando alla perizia medico legale e alla testimonianza di Gianfranco Batzella, l’operaio di Assemini è stato prima picchiato selvaggiamente e poi immobilizzato con il fil di ferro, stretto attorno alle gambe e alle braccia. Infine la vittima è stata chiusa nel bagagliaio della sua stessa auto, data alle fiamme. E’ certo che quando il fuoco ha avvolto l’automobile Tronci era ancora vivo.

Per l’imputato, il pm Rosanna Allieri aveva sollecitato - cnsiderati i precedenti e il comportamento processuale dell’imputato - anche la pena aggiuntiva dell’isolamento diurno, che però non è stato riconosciuto dalla Corte, che ha emesso la sentenza nel primo pomeriggio dopo circa due ore e mezzo di camera di consiglio.

Niveo Batzella deve scontare un altro ergastolo per l’omicidio dell’imprenditore di Assemini Gianluca Carta - freddato nel 2011 con un colpo alla nuca e ritrovato nelle campagne di Sestu, delitto nato da contrasti nel settore dei night - oltre a quindici anni per il tentato sequestro dell’imprenditore Alessandro Podda, proprietario di una delle più importanti aziende casearie della Sardegna. Batzella è stato giudicato dal tribunale l’organizzatore del tentativo di sequestro, andato male per una serie di circostanze sfavorevoli e anche di clamorosi errori commessi dal gruppo di aspiranti rapitori.

La banda di Batzella è indagata anche

per aver messo a segno la rapina alle suore di Sant'Andrea Frius dell'aprile 2011, quando le anziane religiose vennero legate e malmenate. Inoltre alcuni dei componenti sono al centro delle indagini sull'attentato incendiario al locale di Cagliari Linea Notturna.

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