«Il cinema che serve a cambiare il futuro»

Mazzotta presenta “Life After Oil”, al via domani a Martis

MARTIS. «Un piccolo paese con idee futuristiche che si pone all'avanguardia sul tema dell'uomo in simbiosi con la natura. Questo sta diventando Martis». Per presentare la seconda edizione di “Life After Oil, il direttore artistico Massimiliano Mazzotta parte dal territorio, dal comune dell’Anglona pronto a ospitare (da domani a domenica) la seconda edizione del festival dedicato al cinema che si batte per la tutela dell’ambiente e mostra alternative ai combustibili fossili. Quello di Mazzotta non è un semplice atto formale nei confronti di un’amministrazione comunale che sostiene il festival. Martis è molto di più che una location ospitante. È parte integrante di un progetto che va al di là di tre intense giornate di proiezioni, è l’esempio di una comunità che dice no ai giganti delle trivellazioni, che condivide la passione per l’ambiente e sperimenta l’uso di energie rinnovabili. Un paese raccontato dal documentario “Martis” che verrà mostrato domenica al centro polivalente Sa tanca de idda, insieme a piazza San Giovanni luogo centrale della manifestazione: «Il sindaco Tiziano Lasia - spiega Mazzotta - mi aveva chiesto di realizzare un documentario sul paese, ma io ho pensato fosse meglio farlo raccontare dagli stessi abitanti. È nato così un laboratorio frequentato con passione da diversi ragazzi di Martis, un corso durante il quale ho insegnato loro a usare le macchine. Il risultato è questo documentario, un racconto corale della vita del paese. Li ringrazio di cuore, il loro comportamento è un input che può servire a far prendere coscienza alla gente che un mondo diverso e una vita migliore sono possibili».

Lo dice più volte, e la voce rotta dall’emozione dimostra quanto sia diventato forte il legame del regista - noto per i documentari “Oil” e “Oil, secondo tempo” sull’inquinamento causato dalla raffineria di petrolio Saras nella zona di Sarroch - con la comunità di Martis. «Grazie alla passione degli abitanti, dei giovani e dei registi che portano testimonianze da ogni angolo del pianeta - sottolinea Mazzotta - puntiamo a far diventare Martis un laboratorio di idee. “Life After Oil” è un festival, si proiettano film, ma lo scopo è fare politica sociale attraverso il cinema. Per questo cerco anche di legare alle proiezioni dei workshop che possono aiutare la gente a capire». Tra questi il progetto Hydromoving di auto ad acqua, presentato da Lorenzo Errico (domenica alle 20), e quello sull’uso terapeutico e industriale della canapa (sabato alle 19) al quale interverrano Gian Luigi Gessa, neurobiologo del Cnr, Antonio Minisola, giudice nel Tribunale per i minorenni di Sassari, Margherita Baravalle e Felice Giraudo dell'associazione Assocanapa di Carmagnola. «Tra i documentari in concorso - evidenzia Mazzotta - c’è anche un film che cerca di ripercorrere le tappe principali del proibizionismo della cannabis in Italia e i danni che ha provocato. Si intitola “Pianta criminale” e il regista si chiama Marco Fabozzi. Mi è stato dietro per anni, nel mio studio a Milano, e mai mi sarei aspettato che mandasse un film che in qualche modo assomigliasse un po' a “Oil”. Vuol dire che stiamo continuando a fare quel lavoro, che questi ragazzi, questi giovani registi sono una continuazione di quel film. E il festival è come una nuova parte di “Oil”. Mostrare la denuncia, ma anche l'alternativa vera. Perché vederla è tutta un'altra cosa. Resta nella mente della gente, ed è così che il cinema può aiutarci a realizzare un futuro migliore senza petrolio».

Un futuro, un mondo diverso che passa necessariamente dalla sensibilizzazione dei bambini di oggi. A loro è dedicato il laboratorio didattico, in programma domenica pomeriggio (alle 17.30), dell’associazione Città della terra cruda e di Assocanapa per coinvolgere i più piccoli, ma anche gli adulti, nella fabbricazione di mattoni e piccoli manufatti in terra e fibre di canapa.

«Sempre per i bambini - racconta Mazzotta - inauguriamo la sezione dedicata alle animazioni, con bellissimi lavori

capaci di colpire i grandi e di mostrare ai più piccoli, con la forza dell’immaginazione, un futuro senza petrolio». Sarà proprio un film d’animazione, “Oil Story” di Pete Bishop, ad aprire le proiezioni della seconda edizione del festival domani alle 21. Programma completo su: lifeafteroil.org

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