Speleologo ferito 600 metri sotto terra

Siniscola, Bobore Manca bloccato nella grotta di “Sa conca ’e locoli” Da oltre 24 ore soccorsi mobilitati, sarà aperto un varco con l’esplosivo

INVIATO A SINISCOLA. Ferito e prigioniero da oltre 24 ore in una grotta nella catena del Montalbo. Salvatore «Boboreddu» Manca, 49 anni, di Nuoro, dipendente di un’azienda di medicinali, speleologo esperto dello Speleoclub Nuoro, è stato colpito da alcuni massi staccatisi dalla parete in un cunicolo nelle viscere della grotta di “Sa conca ’e locoli”, a qualche centinaio di metri di profondità, mentre era impegnato in un’esplorazione insieme a quattro amici nuoresi dello Speleoclub. Boboreddu Manca ha riportato lesioni abbastanza gravi e non si può muovere: può essere portato fuori dalla grotta soltanto su una barella speciale sulla quale dev’essere imbragato e immobilizzato per evitare eventuali complicazioni. Il medico del Soccorso alpino, che nelle prime ore del mattino di ieri è riuscito ad arrivare nel punto della frana, gli avrebbe riscontrato fratture a una gamba, pare che sia interessato il femore, e a un braccio e altre lesioni alla schiena e al torace causate dalla caduta dei massi. Il medico gli avrebbe somministrato degli antidolorifici.

I soccorsi. Per portare fuori dalla grotta lo speleologo nuorese è in corso un’imponente operazione di soccorso, che ha coinvolto un centinaio di esperti del Soccorso alpino arrivati da tutta la Sardegna. In un pianoro a qualche decina di metri dall’impervia imboccatura della grotta è stato allestito un attrezzato campo base con tende, camper e furgoni pieni di brandine e sacchi e pelo e posizionato un gruppo elettrogeno per alimentare costantemente i collegamenti radio e telefonici con gli speleologi, che si sono alternati all’interno della grotta per portare viveri e conforto a Boboreddu, stargli vicino e sostenerlo moralmente e, soprattutto, scavare con le piccozze e con le mani per allargare il varco che possa permettere il passaggio della barella speciale.

Gli specialisti. Intorno alle 14, sono anche arrivati i vigili del fuoco del Saf (servizio speleo alpino fluviale), al comando dell’ingegner Antonio Giordano, che si sono immediatamente attivati per predisporre all’ingresso della grotta un sistema di funi e verricelli per facilitare il trasporto del ferito non appena sarà riportato in superficie. In serata, sono arrivati dal nord Italia, con un aereo messo a disposizione dall’Aeronautica militare, alcuni tecnici specializzati in salvataggi in grotta ed è anche stato chiesto l’intervento della Commissione speleosub del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico).

L’esplosivo. Poco prima delle 19, sono state portate nel campo base, da un’azienda specializzata allertata tramite i carabinieri di Siniscola e le Prefetture di Nuoro e Sassari, le microcariche di esplosivo da utilizzare per far saltare il “tappo” che impedisce il salvataggio di Boboreddu Manca. La prima microcarica è stata fatta esplodere intorno alle 20 e ha permesso ai soccorritori di portare oltre il “tappo” di pietre la barella speciale sulla quale lo speleologo ferito è stato sistemato, immobilizzato e preparato per essere riportato in superficie. Ma il percorso è lungo e tortuoso e con altre microcariche di esplosivo dovranno essere eliminati alcuni speroni di roccia che restringono il passaggio impedendo il passaggio della barella. A complicare il salvataggio sono due laghetti, che vengono solitamente attraversati in immersione in apnea, ma che in questo caso dovranno essere affrontati molto lentamente e con la massima cautela. Sono state portate all’interno della grotta anche alcune bombole d’ossigeno con il respiratore per permettere il trasferimento del ferito.

L’allarme. Era scattato mercoledì sera intorno alle 21,30. Cinque speleologi dello Speleoclub Nuoro erano entrati intorno alle 19 nella grotta di “Sa conca ’e locoli” per un’esplorazione approfondita alla ricerca di un possibile collegamento con un’altra grotta poco distante, sempre nella catena del Montalbo. Quando avevano ormai percorso circa un chilometro e attraversato i due laghetti, è accaduto l’incidente. Alcune pietre si sono staccate all’improvviso da un costone e hanno travolto il più esperto dei cinque: Boboreddu Manca. Dopo avergli prestato i primi soccorsi, gli amici si sono resi conto che aveva riportato lesioni serie e così si sono divisi: due sono rimasti in compagnia del ferito, mentre gli altri due sono ritornati

in superficie per lanciare l’allarme. È stata immediatamente allertata la centrale operativa del Soccorso alpino che ha fatto convergere verso la grotta i più esperti speleologi della Sardegna. Nella notte di mercoledì è cominciata l’imponente operazione di soccorso che è ancora in corso.

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