Emigrazione, le storie: dieci e lode ai ristoratori sardi

Molti giovani che hanno lasciato l'isola si affermano nel settore in tutto il mondo e aprono locali di tendenza

Eccellenze nella ristorazione. Portano all’estero, spesso dall’altra parte del globo, il meglio del made in Italy. Sapori e profumi inconfondibili: dagli spaghetti al vino, dalla pizza al gelato sino ai sapori del mare isolano. Ci sono tardi sardi che hanno fatto fortuna prendendo alla gola i clienti.

Marino Braccu è un olbiese dall’olfatto sopraffino. Lavora a quasi diecimila chilometri da casa, nel centro di Hong Kong, precisamente tra le mura di «Otto e mezzo». L’unico ristorante italiano all’estero premiato con tre stelle Michelin. Braccu laggiù fa il sommelier. Tocca a lui guidare i clienti in un affascinante viaggio tra le migliori etichette del pianeta. «Ho mosso i primi passi nel mondo della ristorazione quando ero ragazzo, innanzitutto come cameriere – racconta Marino Braccu, 35 anni -. Poi sono partito per l’Australia, prima a Sidney e poi a Melbourne. In tutto sono stato lì per 7 anni». In Australia Braccu ha cominciato a conoscere il mondo del vino, prima affiancando un abile sommelier e poi partecipando a importanti corsi.

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La grande svolta lo scorso anno, quando ha avuto la possibilità di entrare nella grande famiglia del ristorante «Otto e mezzo» di Hong Kong, diretto dallo chef bergamasco Umberto Bombana. Una sorta di tempio della cucina extralusso, dove ogni piatto è un capolavoro studiato nei minimi dettagli. Marino Braccu, comunque, non dimentica la sua Sardegna. E non dimentica neanche i prodotti più eccellenti della sua lontana terra.

«Ovviamente abbiamo anche numerosi vini sardi – racconta -. I nostri clienti li conoscono bene, anche perché molti di loro passano spesso le vacanze in Sardegna». Anche lui vorrebbe tornare a casa. «Il mio sogno? confessa Marino Braccu – È aprire un ristorante a Olbia, nella mia città».

In Messico invece, vicino a Cancun, ci sono i due ristoranti aperti da un sassarese, Angelo Sanna: partito molti anni fa, neppure trentenne, dall’isola, in cerca di quel cambiamento drastico che lì è diventato una piacevole realtà. I suoi due ristoranti sono un punto di riferimento importante per turisti residenti, grazie soprattutto alle aragoste e alle specialità alla griglia. Ma ovviamente anche la pasta al pomodoro preparata con prodotti rigorosamente made in Italy.

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