scuola/i prof con la valigia

Precari, la battaglia non si ferma

Per tanti partenze solo rinviate. L’assessore Firino oggi dal ministro

CAGLIARI. Pericolo emigrazione scampato per molti docenti. Ma è soltanto una tregua di dodici mesi: la lotta per non partire continuerà per tutta la stagione. Anche perché chi ha ricevuto la proposta di assunzione per Como, Verona, Bergamo, Torino eccetera a inizio anno scolastico 2016 dovrà comunque partire.

Ieri con le prime chiamate per le supplenze annuali molti maestri e prof hanno tirato un sospiro di sollievo.

Bianca Locci, portavoce del Comitato delle valigie del 10 agosto, martedì notte aveva ricevuto dal Ministero una comunicazione con la destinazione Verona. Ieri la supplenza annuale l'ha riportata a casa, a Cagliari. «Ho passato degli splendidi anni a Sarroch - ha detto - ma ho scelto Cagliari per non dover viaggiare ogni giorno: questo mi consentirà di ottimizzare le energie per continuare la battaglia».

Una stagione che per i docenti precari prevede altre possibili partenze: tra ottobre e novembre comincia la cosiddetta fase C.

Come la fase B sarà gestita dal Ministero dell’Istruzione, ma per gli insegnanti c'è la ragionevole speranza di poter trovare un posto al sole in Sardegna dal momento che saranno potenziati gli organici delle scuole. Il rischio partenza, però, c'è sempre. Anche ieri docenti riuniti in assemblea.

Intanto oggi è il grande giorno dell'incontro a Roma tra l'assessore regionale alla Cultura Claudia Firino e il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini.

Un faccia a faccia sollecitato dall'esponente della giunta Pigliaru già poche ore dopo la prima discesa in campo del Comitato delle valigie del 10 agosto.

Allora si cercava di spostare la data di scadenza, fissata per il 14 agosto, della presentazione delle domande di assunzione dei docenti. Non c'era stato niente da fare. Ora rimane da discutere l'altro punto chiave: come attenuare per i docenti sardi che non vogliono partire i disagi dell'insularitá.

Un

bel problema su cui il Governo non potrà rimanere indifferente.

L'appuntamento è fissato per stamattina alle 10 a Roma al Ministero dell’Istruzione: in ballo c’è il futuro degli insegnanti precari sardi che vogliono continuare a lavorare senza staccarsi dalle loro famiglie.

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