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Manca: «Per ora buoni i risultati ma restano pochi i voli low cost»

OLBIA. Un po’ meno utopia, un po’più realtà. La stagione lunga prende forma in Sardegna. La fabbrica del sole non smantella più ad agosto. Federalberghi mostra i numeri per confermare che i turisti...

OLBIA. Un po’ meno utopia, un po’più realtà. La stagione lunga prende forma in Sardegna. La fabbrica del sole non smantella più ad agosto. Federalberghi mostra i numeri per confermare che i turisti non snobbano l’isola a settembre. Fino alla metà del mese saranno gli italiani a garantire una buona occupazione degli hotel. Fino alla prima settimana di ottobre la vacanza in Sardegna parlerà straniero. Poi l’isola cadrà di nuovo in letargo. Un sonno indotto anche dalla quasi totale assenza di voli low cost.

Dati in crescita. Il presidente regionale di Federalberghi, Paolo Manca, sceglie una posizione da diplomatico. Né disfattista, né ottimista. Le presenze fino al 30 agosto e le previsioni per settembre però lo soddisfano. «Fino ad agosto registriamo un più 20 per cento rispetto allo scorso anno e le previsioni di settembre ci indicano un più 10 per cento – spiega il numero uno dell'associazione degli albergatori –. I dati ci dicono che fino alla metà del mese reggono i flussi italiani. Si prosegue con gli stranieri fino al 30 settembre con una buona occupazione degli alberghi. Poi in sette-dieci giorni finisce tutto, anche perché spariscono i voli low cost. Quelli che restano partono una sola volta alla settimana e non favoriscono chi vuole trascorrere in Sardegna solo un week end. Ma grazie agli stranieri e anche a un ritocco dei prezzi al ribasso da parte delle strutture ricettive avremo numeri positivi, che ci danno soddisfazione. Se poi ritornerà il caldo, il last minute potrebbe regalarci altri tre-quattro punti percentuali di incremento».

Autogol da evitare. Il presidente Manca non ha dubbi. I primi a credere nella stagione lunga devono essere i sardi. «Se diamo il segnale che dopo Ferragosto la Sardegna chiude ci facciamo un autogol – afferma –. Ormai non si parla più di reputazione delle singole strutture, ma della destinazione. Le recensioni sono immediate, istantanee. Se passa il messaggio che a fine agosto in Sardegna non c'è più nulla, nessuno verrà. Il turista di settembre è poi meno attento alla sabbia e all'ombrellone, sebbene sempre interessato all'ambiente. Chiede attrattive, locali, ristoranti, servizi, iniziative, cantine visitabili. Capiamo, ad esempio, che questo è il periodo della vendemmia, ma è importante fare uno sforzo».

Regione guida. «Dalla Regione abbiamo avuto risposte positive, ora servono fatti positivi – sottolinea Manca –. Alla Regione spetta il compito di mettere insieme tutti gli attori del turismo. Da soli hotel, trasporti e ristoranti non si possono coordinare. E poi resta il nodo dei collegamenti aerei. La Sardegna non deve diventare una isola irraggiungibile da ottobre a maggio».

Le ragioni del successo. Per Federalberghi non è solo la crisi del nord Africa ad aver fatto la fortuna della Sardegna. «Di certo i benefici che ne abbiamo tratto vanno capitalizzati, non dispersi – dichiara Manca –. Ma sono diverse le cause di questo incremento di turisti. Come l'eccezionale stabilità climatica, la sicurezza della destinazione, il grande investimento promozionale che gli operatori privati hanno fatto negli ultimi 4-5 anni. C'è infine una stretta connessione con i voli aerei, e non solo i low cost. E con un sistema di trasporto marittimo che ha funzionato meglio rispetto al passato».

Welcome concorrenza. Nessuna paura della concorrenza, purchè non sleale. «È giusto che la Sardegna offra più alternative di accoglienza – conclude il presidente di Federalberghi –. Ma chiediamo che alberghi o appartamenti vengano mascherati da b&b. Si deve giocare ad armi pari, con regole per tutti. I numeri ci dicono che solo un

terzo dei turisti che arriva in Sardegna prenota in hotel. Gli atri due terzi finiscono in situazioni sconosciute anche al sistema di pubblica sicurezza. La Regione Lazio, in vista del Giubileo ha emanato un decreto che obbliga a dichiarare le presenze anche nei b&b. Una linea da seguire».

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