Clivati: 50 milioni per il rilancio del pet

Il gruppo è pronto a un forte investimento. Subito incontro in Regione per far ripartire gli impianti di paraxilene di Sarroch

OTTANA. La protesta dei lavoratori di Ottana Polimeri, che da tre giorni presidiano il tetto dello stabilimento dove hanno issato uno striscione per attirare l’attenzione delle istituzioni sulla loro vertenza, ha sortito i primi effetti concreti.

L’appello alla ripresa del confronto sul futuro della fabbrica è stato raccolto dalla Regione che ha convocato un vertice tra tutti i soggetti coinvolti per giovedì 17 a Cagliari, nel palazzo regionale di viale Trento, con inizio alle 15.

Il tavolo tecnico, al quale parteciperanno la organizzazioni confederali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil, i rappresentanti della Confindustria nuorese, della Provincia e degli enti locali e i vertici dell’azienda, è stato convocato dall’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras.

All’ordine del giorno ci sarà l’esame delle problematiche relative a Ottana Polimeri. I temi sul tappeto sono, comunque, ben definiti. La Regione, in particolare, dovrà dare risposte sugli impegni presi nei mesi scorsi per aprire un confronto con l’Eni al fine di delineare il futuro dello stabilimento di Sarroch, le cui produzioni di paraxilene, interrotte lo scorso anno, sono indispensabili per fare ripartire gli impianti di Ottana.

Il progetto, messo in campo da Paolo Clivati e condiviso da sindacati e Regione, prevede la ripresa produttiva degli impianti xileni di Sarroch con il coinvolgimento diretto di Ottana Polimeri, che, a sua volta, darebbe vita a un processo strategico della filiera chimica sarda, riducendo i costi energetici e semplificando i processi produttivi attraverso una sorta di interconnessione industriale che coinvolgerebbe anche la Saras.

Il tutto con un investimento di 50 milioni di euro che il gruppo Clivati-Indorama è pronto a mettere in campo. L’obbiettivo di questo progetto è la ripresa produttiva del Pet, la plastica per bottiglie che Ottana Polimeri produceva fino agli inizi dello scorso anno. Una strategia industriale condivisa appieno da azienda e parti sociali che puntano sulla ripresa della chimica tradizionale per garantire un futuro allo stabilimento di Ottana.

Questa linea unitaria è stata ribadita ancora una volta nel corso di un incontro preparatorio tra Confindustria, azienda, sindacati ed Rsu che si è tenuto ieri in fabbrica. «Ci presenteremo al tavolo della Regione – hanno fatto sapere tutti con voce unanime – per sostenere la stessa strategia». L’altro problema da affrontare è la scadenza, il 9 novembre, della cassa integrazione. Nelle more dell’attuazione di un progetto di ripresa, la preoccupazione principale è la messa in sicurezza dei lavoratori che la proroga della cig per un altro anno.

Intanto domani, con inizio alle 10, si terrà un’assemblea aperta ai rappresentanti delle istituzioni e della parti sociali, ai parlamentari e ai consiglieri regionali.

L’imperativo è far ripartire gli impianti per mantenere una delle poche realtà

industriali ancora attive nella Sardegna centrale. Resta centrale il ruolo della Regione per rendere possibile la ripresa della produzione.

La protesta degli operai di Ottana Polimeri ha avuto il merito di far ripartire l’attenzione su una vertenza che rischiava di finire sotto silenzio.

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