oggi all’angelus

I precari con la valigia davanti a Papa Francesco

CAGLIARI. Oggi gli insegnanti che non vogliono emigrare sono in piazza San Pietro per l'Angelus davanti al Papa. Domani, invece, saranno in classe per la prima campanella (anche se in molti istituti...

CAGLIARI. Oggi gli insegnanti che non vogliono emigrare sono in piazza San Pietro per l'Angelus davanti al Papa. Domani, invece, saranno in classe per la prima campanella (anche se in molti istituti l'anno è già iniziato). Nel frattempo centocinquantatrè prof e maestri sardi hanno detto sì alla Buona scuola di Renzi accettando la proposta di assunzione per la fase B. Con o senza valigie non si sa perché ancora non sono stati diffusi i numeri dei partenti effettivi. Anche se bisogna dire che molti dei chiamati hanno ricevuto comunque una supplenza annuale. Una sorta di tregua a tempo: anche se nella proposta c'è scritto Torino o Como, una quota di insegnanti potrà almeno per quest'anno scolastico rimanere in Sardegna. Poi sarà di nuovo battaglia. Solo due dei destinatari delle proposte della fase B non prenderanno la cattedra: uno ha rinunciato, un altro è nella colonna denominata "non accettazione- rinuncia".

La chiamata. Ha riguardato in tutta Italia 8776 docenti: inizialmente si parlava, per questa fase, di un monte disponibile di 16mila posti. Sono i dati del Ministero dell'Istruzione aggiornati alla mezzanotte dell'11 settembre, orario di scadenza fissato per l'accettazione delle proposte. Morale della favola: gli insegnanti sardi destinati a Torino, Verona, Como eccetera eccetera per ora hanno dato l'ok. Forti comunque del fatto che per la maggior parte di loro il problema partenza non era immediato: tanti hanno già preso servizio nelle scuole sarde. Ma ora arriva il bello. A questo punto per coloro che non sono stati toccati dalle fasi 0, A e B, arriva la fase C, ultimo treno per salire in cattedra: coinvolgerà nell'isola oltre 1500 maestri e professori dal momento che le domande presentate in Sardegna erano state 1747. Il quarto step (c'era anche la fase 0) scatterà tra ottobre e novembre. Un passaggio, pure questo come quello relativo alla B, gestito dal Ministero.

Le speranze. Paura di partire anche per i "ragazzi" (ci sono anche tanti quarantenni e cinquantenni eterni precari) dell'ultimo scaglione. Anche se statisticamente il rischio emigrazione è molto più basso della fase precedente: con il potenziamento degli organici le scuole potranno richiedere prof e maestri che servono. E il Ministero potrebbe decidere in questo caso di accontentare gli insegnanti sardi che nel fatidico elenco delle cento province hanno inserito ai primi posti Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari. L'altro incubo è quello di non essere nemmeno presi in considerazione. E qui le versioni sono discordanti: c'è chi si sente tranquillo. E chi no. Pomo della discordia la formula utilizzata dal Ministero in occasione delle prime comunicazioni nelle caselle di poste elettronica per la fase B. "Le ricordiamo- si leggeva nella e-mail notturna nelle prime ore del 2 settembre ricevuta dai docenti esclusi- che a breve inizieranno le operazioni per la fase C. La Sua proposta potrà essere presa in considerazione in tale fase, nel limite dei posti disponibili". Anche per questo la battaglia non è affatto finita.

All’Angelus. Una delegazione di una trentina di docenti sarà oggi davanti al Papa: qualcuno è già a Roma da ieri. Molti non sono potuti partire: pochi i biglietti aerei disponibili in regime di continuità, troppo cari gli altri per chi non ha ancora ricevuto le indennità di disoccupazione. In piazza San Pietro il comitato delle valigie del 10 agosto si farà sentire e vedere con uno striscione. Sperando

in un saluto, in un incoraggiamento da parte del Santo Padre. Che qualche giorno fa ha detto che la famiglia non può essere trascurata per il lavoro. Ci saranno anche le bandiere dei quattro mori. Trasformati per l'occasione (ormai è il marchio di fabbrica della protesta) in quattro trolley.

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