turismo

Alberghi, uno spiraglio da Bruxelles

I fondi da restituire, gli importi potrebbero calare. I Riformatori: la Regione rimedi ai suoi errori

CAGLIARI. C’è uno spiraglio. Dalla missione a Bruxelles per evitare che trenta albergatori debbano restituire 35 milioni di finanziamenti, la Giunta non è rientrata a mani vuote. Le sanzioni non saranno cancellate – fa sapere una nota della Giunta dopo aver ricordato che la delegazione era capeggiata dall’assessore al Turismo Francesco Morandi e dal capo di gabinetto della presidenza, Filippo Spanu -ma «dalla direzione generale dell’Autorità per la concorrenza è arrivata la disponibilità ad alleggerire il peso a carico delle imprese». In altre parole starebbe per realizzarsi quel «piano b» ipotizzato dalla Giunta durante la recente manifestazioni degli albergatori con ormai Equitalia alle costole.

«La situazione è difficilissima – è scritto ancora nel comunicato della Regione – sancita anche da una sentenza negativa della Corte di giustizia europea, che pensa addirittura di condannare l’Italia perché dal 2012 a oggi non ha recuperato ancora gli aiuti di Stato contestati a suo tempo». Per la delegazione della Giunta; «considerate le difficoltà, l’esito dell’incontro a Bruxelles è stato soddisfacente. La direzione dell’Autorità, si è detta disponibile a ricevere una proposta per alleggerire il carico delle sanzioni sulle aziende e, a sua volta, la Regione si è impegnata a presentare la proposta entro metà della prossima settimana». Riaperto il canale del dialogo, qualcosa potrebbe cambiare presto e a quel punto anche Equitalia sarebbe costretta a sospendere il pagamento immediato, la scadenza è a giorni, delle cartelle esattoriali.

Proprio ieri sono stati I Riformatori, all’opposizione in Regione, a lanciare una loro proposta su come potrebbero essere alleggeriti gli effetti della «legge beffa» sugli albergatori. Da quanto preteso indietro dall’Europa, potrebbero essere scontate due voci: fino a 200 mila euro nel triennio come contributo «de minimis» che le imprese avrebbero potuto ottenere negli anni del bando contestato da Bruxelles e anche circa il 30 per cento dell'aiuto illegittimo che le imprese hanno già pagato attraverso le tasse, Contestualmente – sempre secondo i Riformatori – la Regione deve chiedere a Equitalia, che ha già inviato le cartelle esattoriali, di rateizzare al massimo i pagamenti. «A Bruxelles ora deve andare Pigliaru insieme a Renzi per spiegare che l'Europa non può accanirsi sulla Sardegna e non può non tenere conto della nostra insularità», ha detto l'ex assessore Roberto Frongia. Secondo il consigliere regionale e ed ex assessore Luigi Crisponi, «in tante occasioni l'Europa ha sanzionato ma poi ha teso la mano a chi era aveva punito. Chissà perché, in questo caso, ha utilizzato due pesi e due misure. La Regione deve battere i pugni sul tavolo e ottenere un percorso più leggero per il recupero delle risorse soprattutto perché la colpa dell’errore non è delle imprese». L'ex consigliere regionale Pietrino Fois ha auspicato un intervento nella Finanziaria per «aiutare gli albergatori che ora rischiano di finire sul lastrico». Il coordinatore Michele Cossa ha aggiunto. «Non chiediamo di non recuperare le somme ma di limitare i danni visto che all'origine c'è purtroppo una grave inadempienza della

Regione». Il capogruppo Attilio Dedoni ha puntato il dito: «I veri responsabili della beffa sono l'ex assessore e oggi presidente Francesco Pigliaru e altri del centrosinistra, perché nel 2004 la giunta Soru non fece tutto quello che doveva fare per evitare il recupero degli aiuti di Stato».

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