Manuela torna a casa felice «E ora tre esami e la laurea»

Sull’aereo per Sassari col suo Brian dopo un’esperienza irripetibile

SASSARI. A Barumini venti giorni fa si è presa fascia, corona e scettro. Da Porto Torres a Villasimius, la più bella è sempre lei. Manuela Galistu non scorderà il 2015. L’annata è di quella da cineteca. L’hanno chiamata regina dello scudetto. Musa della Dinamo. Sui social, affettuosa pantera, tiene tra pollice e indice il muso del suo bel Brian. «Cosa faccio di una regina in casa? La applaudo» dice lui, gigante dei campioni d’Italia con un cognome, Sacchetti, che inorgoglisce e pesa come un jet.

Ieri, Miss Sardegna ha lasciato Jesolo. Jeans, camicia adatta anche per seguire una lezione di procedura penale, un filo di trucco. Luci, registi e fotografi, sono solo un bel ricordo. Manuela vuol fare l’avvocato. L’ha detto in tempi non sospetti. «Mi sto divertendo, è una bella esperienza» il mantra della bionda, dai natali fino al liceo, il “Mossa”, di Olbia. Ora, vola sui tomi di diritto: la laurea in giurisprudenza a Sassari è in arrivo. «Tre esami e chiudo la prima parte del mio sogno. La seconda? Praticantato e tribunale per imparare».

Chiara, pratica, decisa. E il suo viaggio nel cuore dello show business? E il ruolo, pesante e prestigioso, di ambasciatrice sarda alla finale di Miss Italia? Spallucce e carattere. Con un dribbling che neanche Messi: «È andata così, sono molto soddisfatta di questo risultato. Ho vissuto una bellissima esperienza».

Dal palco la Ventura scomoda le coccole dell’amica che ti soccorre quando sei in panne: «Manuela, tu quest’anno hai già vinto. Lei – ha detto indicandola, la conduttrice su La7 – è la fidanzata di Brian Sacchetti». Applausi. Chissà, lei. Venticinque anni, occhi castani, intesa forte e tre anni di convivenza con l’ala della Dinamo. Capace di raccontare del papà, Giuseppe, di Illorai, e di mamma Paola, di Sindia, come di un piccolo grande mondo. «La dedica? A mia sorella Michela e alle mie amiche» la frase tutta d’un fiato dopo il primo trofeo: Miss Miluna a Porto Paglietto. Forse, la Ventura non sa dove si trova. Pazienza. «Anche in passato le hanno proposto di partecipare a vari concorsi di bellezza. Ha sempre detto no. Poi, questa primavera, mi ha detto: cosa dici, gareggio per Miss Sardegna?» racconta Brian.

Che ieri le ha fatto il regalo che non si scorda: in sala durante la finale. Al suo fianco, la cognata Michela, sorella e gemella della regina. A Jesolo, Manuela ha trovato il semaforo rosso con altre 18. I giudici, il televoto e Claudio Amendola l’hanno stoppata a un filo dalla semifinale. Peccato. Ma guai a dar troppa importanza al verdetto: il suo sorriso accomodante è andato in diretta tv: «Bello, bellissimo, va bene anche così». Brian e Michela si sono messi in piedi. Avessero potuto, avrebbero aperto una bottiglia di quelle speciali. Maglia 6, 174 centimetri di fascino mediterraneo, Manuela rientra con l’animo leggero.

Unica sarda nel ranking delle superbelle del concorso targato Mirigliani, ha combattuto da futura avvocatessa. Gomiti alti e unghie ben curate in una giungla di situazioni identiche alla vita di tutti i giorni: competizione dura, niente sconti, attenzione ai trucchi. Sul trono sale una diciottenne di Montalto di Castro, Alice Sabatini, con i capelli cortissimi (la vera novità dell’edizione del concorso) e una frase un po’ così: «avrei voluto vivere nel ’45, tanto la guerra la fanno i maschi». Manuela le invia un bacio. Affettuosa, come la sua citazione preferita, a metà tra Fabio Volo e Daniel Pennac: «Delle volte le cose belle finiscono solo per lasciare spazio a quelle migliori». Insomma, comunque sia, canestro da tre a fil di sirena. È e rimane tra le diecimila italiane che nel 2015 si sono sfidate a Miss Italia: mica male. Dieci giorni di show, back stage raffinati, fard, sudore, ansia. Ha sfilato su brani degli anni ’50, sempre con lo smartphone a tiro. Per cinguettare, subito ricambiata, con Brian. Che dice: «Sono contento, è serena e si è divertita anche se non è arrivata in fondo». E via sul parquet. E Manuela? Mezzo passo dietro, a tifare Dinamo da ultrà.

Forse, ma guai a dirglielo, con in testa lista di nozze e amici da mettere in tailleur e giacca e cravatta. Si vedrà,

magari dopo la laurea. La miss torna a casa. Pole dance, libri e nel trolley, ricordini da Venezia per tutte. Il regalo personale? Tre etti di nutellone e gianduia in una gelateria del centro. Passioni e torture: su Instagram posta «Sveglia alle 6.30: Ti odio!». Ma questa è un’altra storia.

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