Foresta del Marganai, in Procura i tagli dei lecci

Dopo l’ordinanza di stop il soprintendente ai beni paesaggistici rilancia: «Violati numerosi vincoli, altri Comuni si preparano a interventi analoghi»

CAGLIARI. L’ordinanza di sospensione del taglio nella foresta del Marganai firmato ieri dal soprintendente regionale ai beni paesaggistici Fausto Martino è nelle mani del procuratore della Repubblica Mauro Mura. È lo stesso dirigente ministeriale a confermarlo, nella giornata in cui una decina di amministrazioni comunali ha chiamato i suoi uffici per chiedere lumi su analoghe operazioni di taglio del bosco in corso o programmate per i prossimi giorni, che dovranno essere annullate: «Il taglio di Domusnovas è avvenuto senza alcuna comunicazione alla Soprintendenza – spiega Martino – e alla mia richiesta di informazioni non è seguita una risposta. La violazione dei numerosi vincoli di tutela che insistono sul Marganai e delle norme contenute nel codice del paesaggio costituisce pacificamente illecito penale, quindi la trasmissione del mio provvedimento alla Procura era un atto dovuto e inevitabile. Chi ha in programma tagli di alberi in altre aree dovrebbe tenerne conto». Per Martino nulla ha seguito l’iter stabilito dalla legge: era d’obbligo una valutazione della compatibilità paesaggistica del programma, che al contrario è stata saltata a piè pari nella convinzione dichiarata che gli alberi fossero una preda naturale delle seghe elettriche, soprattutto quando in ballo ci sono una ventina di posti di lavoro soltanto nella prima fase dell’intervento. Come dire la solita storia: in genere col miraggio del lavoro si costruiscono metri cubi di cemento, qui invece si massacra una foresta di valore inestimabile con l’obbiettivo di farne pellet, combustibile da riscaldamento.

Facile prevedere i passaggi successivi di questa vicenda, che ha connotati politici evidenti ed è andata avanti per mesi su letture diverse, a tratti diametralmente opposte, delle norme che regolano la gestione dei boschi: la Procura dovrà verificare quanto è avvenuto attraverso i documenti, partendo dalla denuncia di Martino. Le verifiche riguarderanno certamente la parte di competenza comunale, quindi coinvolgeranno gli uffici di Domusnovas. Ma si dovrà dare una risposta anche agli interrogativi che riguardano la Regione e l’Ente foreste, che hanno dato il via libera al taglio programmato della splendida foresta di leccio, corbezzolo, fillirea e macchia alta mediterranea senza sottoporre l’intervento, contestatissimo dalle associazioni ambientaliste, a passaggi tecnici che il soprintendente Martino considera indispensabili: «Quell’area è una zona Sic, tutelata da una serie interminabile di vincoli - spiega il dirigente, che presto farà un sopralluogo a Domusnovas - a partire da quelli tradizionali riferiti alla legge del 1939 per arrivare a quello del 1970». Martino sostiene con la massima convinzione che il taglio della foresta abbia violato il codice del paesaggio e le tutele del parco geominerario, ma l’aspetto centrale è un altro: «Ho studiato a fondo la questione, il vincolo sul Marganai esiste proprio perché esiste il bosco - avverte Martino - e se il bosco non ci fosse non esisterebbe il vincolo. Allora come si fa ad affermare che gli alberi possono essere tranquillamente tagliati?». Martino prende le distanze dal parere espresso appena ieri con una nota formale dal Corpo Forestale: «Si sostiene che si tratti di un piano di taglio colturale e che questo sia consentito purchè non interessi beni sottoposti a vincolo. Ma il taglio colturale non è che la manutenzione del bosco, è il taglio delle piante malate o di una parte delle piante cresciute in eccesso e che rischiano di soffocare il bosco. E’ un intervento teso a migliorare il bosco. Qui stiamo parlando di un taglio deciso per far legna e venderla». Ma c’è dell’altro: per Martino l’intervento doveva essere sottoposto alla Vas - valutazione ambientale strategica - ma neppure quella è stata fatta,

richiamandosi genericamente alla tradizione che prevede il taglio degli alberi e la loro successiva rigenerazione. «Penso che sia necessario un incontro tra tutti i soggetti interessati - propone Martino - per fare il punto della situazione. Sono a disposizione».

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