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Cadono le clausole di Booking Manca: «Meglio per i clienti»

SASSARI. Cadono le clausole contrattuali imposte da Booking e gli altri colossi mondiali delle prenotazioni che impedivano agli alberghi di vendere nel proprio sito le camere a una tariffa più bassa...

SASSARI. Cadono le clausole contrattuali imposte da Booking e gli altri colossi mondiali delle prenotazioni che impedivano agli alberghi di vendere nel proprio sito le camere a una tariffa più bassa di quella offerta sul portale. La notizia che la Camera dei deputati, con un emendamento al ddl concorrenza, ha abolito la parity rate fa esultare Federalberghi Sardegna. La Francia ha approvato due mesi fa un provvedimento simile, sotto il forte impulso delle grandi catene. Per ora non ci saranno grandi novità, per aspettare di vedere offerte migliori sui singoli siti degli alberghi bisognerà aspettare l’approvazione del Senato. A quel punto la norma sulla parità tariffaria, contenuta nei contratti tra Booking e gli hotel, sarà nulla. «Bisogna dare merito a Federalberghi che, unica tra le associazioni degli albergatori, ha combattuto e ha fatto raggiungere questo importante risultato con il quale viene eliminata una distorsione del sistema e che va a vantaggio dei clienti-consumatori finali – spiega il presidente regionale di Federalberghi, Paolo Manca (foto) –. Mentre, infatti, le online travel agency (Ota) continueranno nel loro lavoro garantendo semplicità nella prenotazione, visibilità a 360 gradi ad un grande pubblico

e continuando ad ispirare sicurezza nel consumatore finale, le aziende ricettive si riappropriano del cliente in un mercato non più distorto nel quale il marketing mix è fatto da tutte le opzioni disponibili. I nuovi scenari che si aprono - conclude - vanno certamente in favore dei clienti».

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