Sardegna.it, il manager Marcello Barone già indagato nell’inchiesta Affittopoli

Le vicende della società in house della Regione tornata nella bufera per le spese del suo amministratore

CAGLIARI. Sardegna.it, secondo il sito istituzionale della Regione, è «una società in house della Regione autonoma della Sardegna a supporto della realizzazione del sistema informativo regionale». Spiega ancora il sito: «La società, creata per innovare i servizi tecnologici dell'amministrazione regionale allo scopo di migliorare la qualità della vita dei cittadini e incrementare la produttività del sistema regionale e la competitività delle imprese sarde, è partecipata al cento per cento dalla Regione autonoma della Sardegna».

A leggere la pagina di presentazione online «Sardegna.it assicura capacità di innovazione e di conduzione progettuale individuando e realizzando soluzioni informatiche idonee a rendere competitivo e performante il sistema informativo regionale».

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Impossibile accertare, almeno a consultare il sito della Regione, quanto Sardegna.it sia riuscita a rendere «competitivo e performante» il sistema informativo regionale. Più facile stabilire quanto pesa sui contribuenti: stando al bilancio 2014, a fronte di un patrimonio dichiarato di 35 milioni, Sardegna.it costa alle casse pubbliche 13 milioni all’anno e ha maturato nei vari esercizi un debito complessivo di 30 milioni e mezzo.

Ma al di là dello stato finanziario e dell’opportunità di tenere in piedi la società in house, di Sardegna.it si è parlato nel corso degli ultimi anni soprattutto per via della scelta di trasferire gli uffici operativi in via dei Giornalisti 6, in un edificio di proprietà dell’Immobiliare Europea di Sergio Zuncheddu, versando un canone annuo di 501.438 euro più 77.859 euro di oneri condominiali.

Su questa scelta e sul sospetto che si sia verificata una turbativa d’asta, il pm Gaetano Porcu ha appena chiuso un’inchiesta con sette indagati: fra questi c’è l’amministratore unico Marcello Barone - ora al centro di un caso tutto da valutare legato alle sue spese e ai suoi compensi - e l’ex presidente Franco Magi che l’ segnalato alla Regione. Poi l’immobiliarista editore Sergio Zuncheddu, il vicepresidente del gruppo Unione Sarda Carlo Ignazio Fantola, il cognato dell'imprenditore Davide Piccioni e l'amministratore delegato dell’Unione Sarda Piervincenzo Podda. Per Sardegna.it è indagato dalla Procura di Cagliari anche l'ex consigliere di amministrazione Natale Ditel, avvocato, oggi dipendente del Tecnocasic e candidato alla direzione generale della società controllata dal Cacip, di cui è stato commissario.

L’ipotesi del pm Porcu è che la selezione pubblica per l’acquisizione in affitto della nuova sede di Sardegna.it sia stata pilotata. Gli atti della gara sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanzia nel corso di una serie di perquisizioni di abitazioni private e uffici. A denunciare l’operazione sospetta furono La Nuova Sardegna e Sardinia Post. (m.l)

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