Regione, bufera sulle spese dell'amministratore della società in house Sardegna.it

Sul tavolo del governatore Pigliaru i conti di Marcello Barone: maxi stipendio da 9mila euro, un’auto in leasing e 24mila euro di alloggio

CAGLIARI. Novemila euro netti al mese, che aggiunte le tasse fanno per le casse pubbliche 169 mila euro all’anno: il destinatario dell’invidiabile busta-paga si chiama Marcello Barone, ha 58 anni, laurea in matematica, dal 2009 amministratore unico di Sardegna.it, una società in house della Regione che lavora sul sistema informatico pubblico.

Barone è al centro di un intenso scambio di missive tra l’ex presidente di Sardegna.it Franco Magi e gli uffici della Regione, dove l’analisi documentatissima delle sue spese extra-indennità ha aperto un caso dai connotati imbarazzanti. Un caso finito pochi giorni fa all’attenzione del governatore Francesco Pigliaru e dell’assessore agli affari generali Gianmario Demuro.

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Per andare al sodo e capire di che si tratta basta leggere la nota dello scorso 3 settembre, firmata da Magi e indirizzata fra gli altri al dirigente regionale degli affari generali Antonello Pellegino e alla responsabile per la trasparenza e prevenzione della corruzione Michela Melis.

Barone viene chiamato in causa per aver allargato il perimetro dei suoi compensi facendosi rimborsare da Sardegna.it le spese di alloggio a Cagliari, lui che vive a Oristano: sono 24.950 euro da marzo 2011 ad oggi, versati mese dopo mese al B&B Maison Savoia, via Savoia 17. Nelle fatture non risultano più di quattordici pernottamenti al mese, spesso meno. Sembrerebbe quindi che l’amministratore di Sardegna.it lavori alla sede di Cagliari un giorno su due.

Ma c’è dell’altro: fin dai primi giorni del suo incarico di vertice, Barone ha viaggiato al volante di una Peugeot 407 acquisita in leasing a spese pubbliche, sostituita di recente con una Fiat Bravo. Entrambi i benefit, a leggere la nota di Magi e soprattutto recentissimi pronunciamenti della Corte dei Conti, sarebbero tutt’altro che legittimi, di sicuro non compresi nel contratto firmato da Barone e allungato in chiusura della legislatura Cappellacci fino al 2017.

  • Contabilità sospetta

Il sospetto di illegittimità sarebbe rafforzato, sempre a leggere la nota di segnalazione, dal fatto che le causali dei rimborsi compaiono e scompaiono dalla contabilità di Sardegna.it. come se non fosse grandissimo l’interesse a renderle visibili. Altre spese da chiarire riguardano viaggi e missioni, oggetto di una nota integrativa firmata dallo stesso Magi: le norme garantiscono all’amministratore della società in house il rimborso di quanto speso per attività d’ufficio, non certo - così sostiene l’ex presidente di Sardegna.it, confortato da una serie di sentenze allegate - per raggiungere la propria residenza e per muoversi all’interno della città sede di lavoro.

Le curiosità però non finiscono qui: evidentemente non contento del sontuoso stipendio che l’amministrazione Cappellacci gli ha riconosciuto sei anni fa, Barone si è rivolto formalmente per cinque volte all’assemblea dei soci di Sardegna.it - tra il 20 gennaio 2012 e il 14 marzo 2015 - per chiedere un sostanzioso ritocco dell’indennità, finchè l’assemblea gli ha risposto picche facendo riferimento alle «esigenze di contenimento dei costi» richiamate dall’assessorato agli affari generali.

  • Stipendio aumentato

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Voci ancora prive del riscontro documentale riferiscono di un aumento recente, deliberato da Barone, nonostante il diniego dell’assemblea: si tratta di 50 mila euro lordi all’anno, che porterebbero la busta paga dell’amministratore a quasi 220 mila euro. Magi non ha consegnato agli uffici regionali una semplice traccia: sulla scrivania dei dirigenti ed ora del governatore c’è una documentazione ampia che comprende le ricevute mensili del B&B cagliaritano e tutto ciò che serve a certificare quanto esposto.

  • I documenti

Una ricostruzione precisa, che ha suscitato l’interesse degli uffici regionali. Come dimostra un fatto: nel giro di pochi giorni il direttore generale degli affari generali Antonello Pellegrino ha trasmesso via posta certificata a Pigliaru e Demuro una comunicazione dai contenuti preoccupati. Scrive Pellegrino: dalla segnalazione di Magi emergerebbe che «l’amministratore unico di Sardegna.it abbia determinato il proprio compenso eccedendo i ben noti limiti imposti dalla normativa sul contenimento della spesa».

Nel paragrafo successivo, riferendosi ai documenti prodotti da Magi, il direttore scrive che «la corrispondenza al vero dei fatti esposti nella segnalazione in oggetto potrebbe profilare ipotesi di responsabilità in capo all’amministratore, ulteriori rispetto a quelle meramente civilistiche risarcitorie».

  • La Regione

Pellegrino sembra voler ipotizzare un danno erariale, ma forse non solo. Comunque sia il dirigente comunica ai vertici politici regionali che «chiederà agli organi amministrativi e di controllo della società (Sardegna.it, ndr) di fornire ampia e documentata spiegazione dei fatti ascritti all’amministratore unico».

La nota si chiude con quattro righe piuttosto significative: «Si coglie l’occasione - scrive Pellegrino - per rappresentare che nelle vicende esposte nella segnalazione in oggetto, nonchè in quelle relative al trattamento di trasferta e all’uso dell’autovettura di servizio, questa Direzione generale non ha mai emesso alcun parere o compiuto attività istruttorie rilevanti, nè all’interno delle procedure di controllo nè in altre occasioni». Tradotto dal linguaggio degli uffici: caro Pigliaru, qui nessuno ne sapeva nulla.

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