Cicloni e pioggia abbattono il rischio di incendi, si chiude con due settimane di anticipo 

La Protezione civile, in accordo con il Corpo forestale, dichiara cessato lo "stato di elevato pericolo di incendi boschivi". Nelle campagne cessa l'obbligo delle autorizzazioni per gli abbruciamenti

CAGLIARI. Cicloni e piogge abbondanti almeno un vantaggio lo hanno portato: lo stato di allerta per alto rischio di incendi si conclude con due settimane di anticipo. La cessazione di quello che ufficialmente si chiama «stato di elevato pericolo di incendi boschivi», che ha accompagnato la Sardegna nei mesi estivi, è stata decisa dal direttore generale della Protezione Civile Graziano Nudda, in accordo con il Corpo forestale. Il motivo della decisione è evidente: le attuali condizioni meteorologiche stagionali, in particolare le abbondanti e persistenti precipitazioni che hanno caratterizzato la prima decade di ottobre, che determinano una riduzione del rischio di innesco e propagazione del fuoco.

Il Bollettino di previsione di pericolo di incendio, elaborato quotidianamente dalla Direzione generale della Protezione civile e consultabile sul sito istituzionale, verrà comunque emesso sino al 30 ottobre 2015, come previsto dal Piano Regionale di «Previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi Boschivi 2014-2016», approvato dalla Giunta Regionale lo scorso giugno.

Non c'è comunque la smobilitazione generale. Rimangono attivi sia il Centro Funzionale Decentrato (CFD), per i bollettini di previsione, e la Sala operativa unificata permanete (SOUP), nello stesso periodo, per l’eventuale pronta riattivazione dell’apparato antincendio in caso di necessità.

Insiene allo stato di allerta, cessa anche il regime autorizzatorio per le pratiche agricole e selvicolturali di abbruciamento di stoppie, di residui colturali e selvicolturali, di pascoli nudi, cespugliati o alberati e di terreni agricoli temporaneamente improduttivi. Le prescrizioni regionali antincendi

prevedono la massima cautela nell’utilizzo del fuoco e stabiliscono che l’abbruciamento per finalità agricole e selvicolturali è subordinato, in qualunque periodo dell’anno, alla realizzazione di fasce di isolamento di almeno 5 metri di larghezza, per evitare la propagazione del fuoco.

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