Il nord ovest è pronto alla mobilitazione

Sindacati e consiglieri regionali contestano la delibera: «Comunità pesantemente penalizzate»

SASSARI. Ospedali declassati, reparti che spariscono, taglio con l’accetta dei posti letto e la sensazione di finire ancora più lontano dalla periferia del regno.

Il nord ovest dell’isola è pronto a contrastare il riordino della rete ospedaliera nella Provincia di Sassari pensato dalla Regione che, secondo i sindacati, penalizza fortemente le comunità. La delibera del 29 luglio scorso della giunta regionale non piace affatto. E allora i giorni scorsi rappresentanti sindacali e consiglieri regionali eletti nel territorio si sono ritrovati nella sala Angioy della provincia di Sassari per trovare una posizione comune e pensare una iniziativa corale - che non esclude una mobilitazione generale del territorio - che convinca la Giunta regionale a rivedere le decisioni che riguardano un riordino della sanità che finora ha creato solo allarme e malumori. I prossimi giorni Cgil, Cisl e Uil sottoporranno alla Giunta e all'assessore regionale alla Sanità Luigi Arru una richiesta d'incontro per fare il punto sulla situazione. Il principale allarme riguarda la pediatria sassarese. Con la città pronta a gettare le fondamenta del nuovo padiglione materno infantile al posto cadente “palazzo rosso” dell’Asl, la nuova struttura figlia della fusione tra azienda sanitaria e cliniche universitarie (un progetto da 95 milioni), che trova la cura dei suoi bambini declassificata a “raggio” che deve fare riferimento all’hub cagliaritano. Tradotto: gli 11 posti letto di chirurgia pediatrica, faticosamente ottenuti nel 2008 con l’allora assessore Nerina Dirindin, sono in via di trasferimento verso il Mater di Olbia, non c’è traccia del pronto soccorso pediatrico, ufficiosamente in funzione da sempre (anche se mai riconosciuto) e vengono cancellati i posti, già pienamente funzionanti, per l’onco-ematologia pediatrica. I sindacati chiederanno all’assessore di riportare Sassari ad hub di II livello, al pari di quello cagliaritano, riportare la sanità di Alghero, Ozieri, Ittiri e Thiesi a presidio di I livello diffuso, garantire un presidio territoriale minimo che consenta con poliambulatori

e medicina territoriale di essere complementre alla rete e infine garantire una fusione del Santissima Annunziata e della Aou di Sassari che garantisca assistenza specialistica di alto livello e la garanzia di salvaguardia delle professionalità dei circa 1200 lavoratori coinvolti.

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