Salvarono ebrei durante la guerra: Girolamo e Bianca Sotgiu proclamati “giusti delle nazioni”

Olbia, il riconoscimento rivelato in occasione del convegno sul politico comunista. La coppia, quando viveva a Rodi, aiutò molti amici a sfuggire ai nazisti. I loro nomi al museo di Gerusalemme

OLBIA. La scorsa estate è arrivata una lettera. Scritta in inglese, spedita da Gerusalemme. Un foglio che in poche righe custodiva un messaggio importante: «È stato deciso di conferire il titolo di Giusti tra le nazioni a Girolamo e Bianca Sotgiu». I loro nomi saranno incisi sul muro del Giardino dei giusti del museo di Yad Vashem, a Gerusalemme, nel cuore di Israele.

La notizia, ricevuta dai figli di Girolamo e Bianca, è un annuncio storico per Olbia e la Sardegna. Girolamo Sotgiu, senatore e consigliere regionale per il Pci, storico e docente universitario, era infatti originario di Olbia. E in piena seconda guerra mondiale, nell’isola di Rodi, all’epoca colonia italiana, con la moglie Bianca Ripepi salvò diversi ebrei dalla deportazione nei lager.

Coppia antifascista. Girolamo Sotgiu, nato nel 1915 e scomparso nel 1996, oggi sepolto a Tavolara, proveniva da una importante famiglia olbiese. Suo padre Antonio fu sindaco socialista di Olbia nel 1905, suo fratello Giuseppe divenne politico e avvocato di fama. «Mio padre andò a Rodi sul finire degli anni Trenta per insegnare. Lì conobbe mia mamma, calabrese, che si trasferì a Rodi per lo stesso motivo – racconta oggi Federica, la figlia di Girolamo e Bianca -. Le loro idee erano note. Erano antifascisti. Mio padre fu anche internato e mia madre con coraggio riuscì a farlo liberare».

Il coraggio dei Sotgiu. I due non rinunciarono mai agli ideali di uguaglianza e libertà. «In quegli anni i miei genitori tenevano delle lezioni clandestine agli ebrei, nella loro casa» continua Federica Sotgiu. Anche la grande comunità ebraica di Rodi fu poi colpita dalla follia nazista delle deportazioni. E così Girolamo e Bianca Sotgiu decisero di rischiare la propria vita pur di salvare quelle degli altri. «Salvarono diversi amici ebrei, li aiutarono a fuggire procurando per esempio dei documenti falsi» racconta la figlia.

La bambina adottata. Tra gli ebrei di Rodi c’era anche una piccola famiglia. «Il padre e la madre furono catturati dai tedeschi e deportati. Avevano una bambina, di nome Lina. E per salvarla i miei genitori la adottarono – continua Federica Sotgiu -. Falsificarono dei documenti e in qualche modo riuscirono a far passare per loro quella bambina. Poi, per fortuna, i veri genitori riuscirono a salvarsi e così ritrovarono la figlia. Ma finita la guerra i miei non seppero più nulla di quella bimba».

Giusti tra le nazioni. Bianca Sotgiu, però, quella vicenda la raccontò nel suo libro «Da Rodi a Tavolara», uscito nel 2002. «Il libro arrivò alla comunità ebraica di Rodi. Poi, un paio di anni fa, lì si tenne una grande manifestazione di ebrei, deportati e non – spiega Federica Sotgiu -. E così a Rodi si presentò anche quella bambina, che oggi ha 80 anni e che vive in Sud Africa. Lei riuscì a entrare in possesso del libro che raccontava un pezzo della sua storia. E con l’aiuto di suo figlio si è rivolta all’istituto Yed Vashem». L’istituto israeliano ha quindi deciso di inserire i Sotgiu tra i Giusti. La cerimonia ufficiale si terrà presto a Cagliari. E come promesso dal Sud Africa arriverà anche Lina Kantor, la bambina salvata dalla deportazione.

Il convegno. Questo è comunque solo un piccolo capitolo della storia di Girolamo Sotgiu. Una figura importante e sicuramente poco conosciuta in quella che era la sua città di origine.

Per questo Associazione nazionale partigiani, Fondazione Berlinguer e Comune, venerdì 6 all’Expo di Olbia, hanno organizzato il convegno “La Sardegna di ieri e di oggi: il pensiero di Girolamo Sotgiu”. Un incontro per approfondire la storia di un grande personaggio del ventesimo secolo sardo.

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