Pigliaru: parlo da sassarese la riforma va approvata

Il telaio della legge, con una città metropolitana, non sarà stravolto

ORISTANO. La politica potrà trovare formule più morbide e compensazioni per i delusi. Di certo, dalle quattro ore di riunione nella sede oristanese di via Canepa, il Pd sardo esce con una certezza che non potrà essere stravolta dalle trattative dei prossimi giorni: la legge di riforma degli enti locali prevederà una sola città metropolitana. Quella di Cagliari.

«Io sono di Sassari – ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru – e so di fare un discorso scomodissimo. Ci sto mettendo la faccia. Non pongo aut-aut, ma mio parere è che il testo vada approvato senza stravolgimenti».

A Oristano dal nord est della Sardegna erano arrivati in tanti per sostenere una battaglia che vorrebbe estendere anche a Sassari e magari persino a Olbia i benefici della classificazione “città metropolitana”. Sono stati presentati due documenti: uno del gruppo consiliare del Pd del Comune di Sassari; l’altro della Federazione provinciale del Pd di Sassari. Gianpiero Cordedda, segretario provinciale del Pd sassarese ha sottolineato come Sassari e l’hinterland abbiano tutti i requisiti per avere il riconoscimento di città metropolitana. Teoria smentita dal presidente Pigliaru, ma anche da segretario regionale del partito, Renato Soru: «Non possiamo privilegiare nessuno o fare cose a danno altri. E non possiamo neppure fare qualcosa possa solo sembrare come una penalizzazione. La città è densità: non esiste più una diversità tra Cagliari, Quartu, Quartucciu, Monserrato, Elmas. Tranne Quartu, erano già Cagliari 50 anni fa. Con questa legge stiamo soltanto riunendo quello che era stato separato allora».

Il presidente Pigliaru ha cercato poi di smontare la teoria dei vantaggi che lo status di Città metropolitana porterebbe con sé: «Si sta mettendo su questa legge un carico irragionevole. La legge è solo uno degli ingredienti, ma non tutto lo sviluppo passa da lì. Vedere le cose a questo modo è un’idea vecchia. Da questa legge dipende il buon funzionamento della Regione, è uno strumento per combattere lo spopolamento».

Pigliaru ha dedicato alcune puntualizzazioni tecniche alle richieste del Sassarese: «Questa cosa della Città metropolitana nell’area di quella che sarà l’ex Provincia di Sassari proprio non la capisco». E ha citato un dato: «La densità media abitanti per chilometro quadrato in Italia è 600. A Sassari e Olbia 64. In Sardegna Cagliari ha una struttura più evidente, fattori di densità ben precisi. Cagliari ha i requisiti per essere città metropolitana. Poi vengono Sassari e Olbia, che non hanno i requisiti, ma possono crescere e devono essere messe nelle condizioni per diventare più importanti. Nella legge tutto questo c’è».

La posizione del presidente della Giunta è stata rafforzata dal segretario Soru: «La riforma non vuole accentrare potere nella Regione, ma dare più autonomia ai Comuni e alle Unioni dei Comuni. Certo, i fondi destinati alle Città metropolitane andranno a Cagliari, ma si libereranno risorse per altre zone».

In sostanza la Regione dirotterà una parte delle proprie risorse alle zone non toccate dai benefici connessi allo status “metropolitano”. E mentre Soru ricordava che già oggi «le opere più importanti non passano per Sanluri, basta pensare al Mater Olbia e alla Olbia-Sassari» aggiungendo che «Cagliari e Sassari avranno identici poteri», Pigliaru puntava su un altro aspetto a lui e alla sua Giunta molto caro: «Il centro del progetto non è la Città metropolitana, ma le Unioni dei Comuni. Sono l’elemento costitutivo del governo del territorio in Sardegna».

Anche l’ex sindaco di Sassari, Giacomo Spissu, ha concordato sul fatto che l’attribuzione della qualifica di Città metropolitana all’area di Cagliari libererà risorse per gli altri territori. Ma ha anche detto che «nel nord Sardegna c’è una preoccupazione giustificata. Le Città metropolitane hanno corsie riservate per i finanziamenti europei. La questione del trattamento di aree con inurbazione la dobbiamo prevedere in legge». Per Dolores Lai «quando si comincia a parlare di politiche compensative, si lascia spazio alla discrezionalità».

Ma la strada era tracciata. Il segretario Soru ha premuto sull’acceleratore, chiedendo una votazione sulla sua sintesi che in pratica dava via libera alla proposta della Giunta, Silvio Lai ha mediato, ricordando che qualcuno aveva già lasciato l’assemblea, non sapendo che ci sarebbe stato un voto. Quindi si è arrivati

a una scelta condivisa che assegna al capogruppo del Pd in consiglio regionale il compito di arrivare a una mediazione. Con dei punti irrinunciabili: la Città metropolitana sarà solo a Cagliari. «È il momento delle scelte», ha ammonito Pigliaru.

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