In Gallura è rivolta: avviata una class action

Divieto di utilizzo a Olbia, Arzachena e Golfo Aranci. Interrogazioni di Meloni (Pd) e Fasolino (Fi)

OLBIA. Con il contagocce, cara e non potabile. L’acqua in Gallura ha qualità di cui non si può certo andare fieri. Ne sanno qualcosa i cittadini di Arzachena, Olbia, Golfo Aranci e Sant’Antonio. Nei quattro comuni una ordinanza dei sindaci vieta di usarla per fini potabili. Le analisi hanno rivelato una eccessiva quantità di manganese e un livello di torpidità superiore ai parametri consentiti. Tutta colpa dello scarso livello di acqua degli invasi. Ma la purezza dell’acqua è a intermittenza anche a La Maddalena. Il primo cittadino ha chiesto alla Asl di fare dei prelievi per verificarne la qualità. Sono puntuali invece le bollette di Abbanoa, calcolate applicando prezzi da acqua potabile. I cittadini sono arrabbiati per questa situazione. In centinaia stanno aderendo alla class action avviata contro l’ente gestore dall’Adiconsum.

Ma il disagio dell’acqua non potabile è anche un caso politico. Con una doppia interrogazione, del consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Fasolino e di Giuseppe Meloni, del Pd. «I sindaci della Gallura sono costretti a emanare periodicamente ordinanze restrittive – spiega Meloni –. Oltre a subire il disagio di non poter usare l’acqua per cucinare o bere, i cittadini devono accollarsi l’onere di cercare delle alternative. E giustamente chiedono di sapere se devono continuare a pagare i costi, già alti, del servizio idrico nei periodi in cui l’acqua non è nemmeno potabile». Meloni chiede spiegazioni al presidente della Regione e all’assessore ai lavori Pubblici. «Vorrei sapere se sono state impartite istruzioni ad Abbanoa sugli sgravi da riconoscere agli utenti nel caso di irregolarità nel servizio – continua Meloni –. E se si stanno cercando risorse finanziarie per realizzare l’intervento per invasare le acque del rio San Simone, secondo le indicazioni dello studio di fattibilità già approvato dalla Regione». Sulla stessa linea il consigliere Fasolino: «Il silenzio di Abbanoa e della Asl di Olbia mal si concilia con la assoluta trasparenza comunicativa

che deriva dall’utilizzo della risorsa idrica – afferma Fasolino che è anche sindaco di Golfo Aranci –. L’ente gestore è tenuto a fornire, non solo una corretta erogazione del servizio, ma anche una chiara e puntuale informazione agli amministratori e deve trovare la soluzione del problema».

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