Come gestire l’acqua La lezione che arriva dalle comunità locali

di Sante Maurizi La principessa di Tiro, città della Fenicia, scese un giorno sulla spiaggia con le sue ancelle. Vide un toro bellissimo, sdraiato sulla sabbia, e gli si avvicinò. L’animale era mite,...

di Sante Maurizi

La principessa di Tiro, città della Fenicia, scese un giorno sulla spiaggia con le sue ancelle. Vide un toro bellissimo, sdraiato sulla sabbia, e gli si avvicinò. L’animale era mite, la ragazza lo accarezzò e gli salì sul dorso. Il toro si alzò lentamente, senza impaurirla, e vagò sulla battigia con la giovane in groppa. Ma improvvisamente entrò in acqua, e in un attimo guadagnò il largo. Le ancelle, in lacrime, videro i due scomparire all'orizzonte. La principessa si chiamava Europa, il toro era Giove: si era invaghito della ragazza e, come altre volte, aveva soddisfatto il capriccio erotico grazie alla metamorfosi in animale. Il re Agenore, padre di Europa, ordinò agli altri figli di cercarla, ma senza risultato: Giove arrivò a Creta ed ebbe dalla giovane tre figli, fra i quali Minosse. Europa avrebbe dato il suo nome alle nuove terre oltremare.

Oriente e Occidente. Il continente Europa nasce così, da un'idea di movimento dalla culla della civiltà, a oriente, verso occidente. Ex oriente lux, ex occidente lex: il motto medievale sintetizza tale movimento nelle polarità passione-ragione, disordine-ordine, anarchia-regola, tirannide-democrazia. La civiltà occidentale come affermazione della razionalità e delle regole della convivenza, antidoto alla barbarie. Circa la consensualità fra la rapita e il dio, il mito è ambiguo. Alcune fonti parlano di rapimento e violenza, altre di sentimento e armonia tra i due fuggiaschi. È la stessa ambiguità che caratterizza oggi l'atteggiamento verso l'Unione europea degli abitanti del vecchio continente. I quali magari ammettono importanti benefici (la pace, la difesa dei diritti umani, la sicurezza sanitaria), oscurati però da svantaggi percepiti come dominanti: debolezza politica, deficit democratico, erosione della sovranità nazionale, moneta unica, politiche agricole.

Sistemi normativi. Proprio i sistemi normativi agro-ambientali sono avvertiti come fra i più vessatori delle regolamentazioni comunitarie, simbolo del fallimento di qualunque misura calata dall’alto. In particolare, la complessità di gestione della risorsa acqua rende palese la necessità di passare dal principio di competenza (le modalità burocratico-amministrative dettate dagli enti appunto “competenti”: per l’acqua in Sardegna ben otto) a quello di efficacia, con l’obiettivo di rafforzare lo spazio pubblico di discussione, la legittimità dei processi decisionali e la capacità di adattamento ai cambiamenti. È ciò che in inglese definisce la differenza fra government e governance: un percorso, quest’ultimo, di interazione fra le istituzioni formali, quelle della società civile e i singoli cittadini, per la definizione condivisa di comportamenti e strategie.

Mutamenti climatici. Proprio la governance dell'acqua è stato nei giorni scorsi l’oggetto del convegno del progetto internazionale Cadwago, organizzato fra Sassari e Arborea dal Nucleo ricerca sulla desertificazione dell’Università di Sassari, con due eventi pubblici programmati per far emergere in modo innovativo tematiche come la desertificazione, i cambiamenti climatici, l'inquinamento e l’uso responsabile de. lle risorse idriche. «La Rasgioni: il tribunale dell'acqua» è l'evento che si è svolto presso il teatro dei Salesiani di Arborea. Rappresentanti di istituzioni locali e regionali, realtà produttive, ricercatori, cittadini si sono confrontati secondo un modello di composizione dei conflitti operante in Gallura fino a cinquanta anni fa: la Rasgioni. Studiata da Simone Sassu (“La Rasgioni in Gallura”, Armando, 2009) sulla base di una preziosa registrazione sonora effettuata da Pietro Sassu nel 1963 a Giùncana (Viddalba), la Rasgioni metteva di fronte due parti in lite rappresentate da alligadori (avvocati) che difendevano gli interessi degli assistiti di fronte a tre rasgiunanti (giudici) e alla comunità.

Regolare i conflitti. L’abilità retorica degli alligadori costituiva un elemento importante del rito, che si concludeva con la decisione dei rasgiunanti, accettata dalle parti. La Rasgioni aveva come scopo non solo la risoluzione rapida e pacifica delle controversie, ma soprattutto il ripristino delle relazioni preesistenti il conflitto, condizione indispensabile per la tenuta sociale delle piccole comunità.

L'acqua è un tema globale che a differenza del clima è affrontabile su scala locale. Collega i singoli, le loro attività, gli habitat, le comunità. I vari impieghi e i percorsi dell'acqua portano con sé un effetto-domino che spesso individua il “nemico”nell'agricoltore, così come questi vede come antagoniste le istituzioni. Parafrasando il noto aforisma sulla libertà, la mia acqua finisce dove inizia la tua. La storia di Arborea è quella della sua acqua, come in nessun altro territorio regionale: quell’acqua che è stata maledizione (le paludi, la malaria), epopea (la bonifica), poi sviluppo (l'agricoltura e la zootecnia) e indicatore di sostenibilità ambientale (la falda, le lagune, la pesca, il mare). Istituzioni e società. Nella serata arborense i rasgiunanti sono stati impersonati da ricercatori provenienti da vari continenti, che hanno convenuto sulla opportunità di adottare il modello anche nei loro contesti: il carattere pubblico della Rasgioni ne rafforza la natura “teatrale” e apre spazi di apprendimento sociale circa le interdipendenze, le incertezze e i contrasti tra istituzioni e collettività. Considerando, tra l'altro, la generale assenza di dialogo e la riluttanza, spesso fra le stesse istituzioni, a “fidarsi” l’un l’altra. Proprio tale disponibilità è assai deficitaria in Sardegna, dove nessuno pare aver voglia di mettersi in gioco, e un po’ a repentaglio: mentre adottare una “volontaria sospensione dell’incredulità” (la willing suspension of disbelief di Samuel TaylorColeridge) è indispensabile non solo nella fiction ma nella sostanza della dialettica democratica, per chi volesse ancora crederci.

Metafore e narrazioni. L’iniziativa sarda promossa dal Progetto Cadwago mostra che la governance dell’acqua rappresenta una delle soglie – scientifiche, tecnologiche, simboliche e politiche – oltre la quale cade la

validità del modello generalista delle politiche agro-ambientali europee. In ciò può assumere un ruolo cruciale la ricerca di metafore e di narrazioni che sappiano comunicare efficacemente la complessità. Magari imparando da vecchie pratiche di un mondo scomparso.

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