Sassari-Olbia, i dipendenti Tecnis si rivolgono a Renzi per far ripartire l'impresa

L’ultimo guaio: i carabinieri di Caltanissetta hanno sequestrato dietro ordine del gip, su richiesta della Dda, il cantiere per il raddoppio della Agrigento-Caltanissetta

L’ultimo guaio è di ieri, sabato 28. I carabinieri di Caltanissetta hanno sequestrato dietro ordine del gip, su richiesta della Dda, il cantiere per il raddoppio della Agrigento-Caltanissetta. L’ipotesi è che sia stato utilizzato cemento depotenziato. E tra i 12 indagati c’è anche uno degli ex patron della Tecnis Concetto Bosco Lo Giudice.

Ma l’uomo era già finito nei guai nell’inchiesta sugli appalti Anas. Un’inchiesta che aveva messo nei guai la Tecnis, un colosso con oltre mille dipendenti, che gestisce cantieri in tutta Italia. I dipendenti della società hanno scritto una lettera al premier Matteo Renzi in cui chiedono il riavvio di tutti i cantieri per non restare senza lavoro.

All’impresa è stato sospeso il certificato antimafia dopo il coinvolgimento dei componenti del suo Cda, Mimmo Costanzo e Concetto Bosco, finiti agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta Dama Nera della Procura di Roma sulle tangenti all'Anas.

Nella lettera si afferma che

«l'unica vera questione che può giovare alla Tecnis, con le dovute forme di controllo per garantire un percorso di legalità condiviso e che le istituzioni riterranno opportuno attuare, è che si possano ottenere i flussi finanziari necessari all'effettivo riavvio delle attività nei cantieri».

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