inchiesta

Troppe slot machine: la Sardegna è prima in Italia

22 apparecchi per il gioco d’azzardo ogni 10mila abitanti. I dati più alti a Nuoro, Olbia e Sassari. Cagliari sotto la media

SASSARI. La Sardegna vince al gioco. Ma di questo successo difficilmente se ne potrà vantare. L’isola, infatti, è la prima regione d’Italia per numero di slot machine. La prima per attività autorizzate a ospitare le macchinette mangiasoldi. Più di 22 ogni 10mila abitanti sparse tra bar, circoli privati, tabaccherie e sale giochi. Più del doppio di Sicilia e Puglia, dove i negozi del gioco d’azzardo si fermano a quota 10. La Sardegna, dunque, si conferma terra fertile per chi tenta la sorte alle macchinette. La più fertile di tutte. Nella classifica, realizzata in collaborazione con Dataninja, l’isola si trova in cima, seguita da Molise (21,9) e Abruzzo (19,2). La poco edificante graduatoria prosegue con Friuli, Basilicata, Calabria e Liguria. All’ultimo posto, con 9,8 macchinette il Trentino Alto Adige.

Il record di Nuoro. A trascinare la Sardegna verso questo triste primato è tutto il centro nord, con la provincia di Nuoro motore trainante. In Barbagia, infatti, le attività autorizzate a installare macchinette sono 32 ogni 10mila abitanti. Dieci in più della già alta media regionale. Seguono la Gallura, a quota 29, e Sassari a 28. La classifica prosegue con Oristano (26), l’Ogliastra (23), il Medio Campidano e il Sulcis Iglesiente, appaiati con 19 attività a testa. Ultima, e molto al di sotto della media, è Cagliari, dove solo 12 tra bar e tabaccheria hanno chiesto l’installazione delle slot.

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Cagliari gioca meno. Il capoluogo, in effetti, è la sorpresa positiva di questa indagine. Il numero degli esercizi che nel menù propongono il gioco d’azzardo è nettamente inferiore a quello di Sassari: 213 a 346. Tra le altre città capoluogo di provincia Olbia ne ha 183, Nuoro 113, mentre Oristano 85.

I comuni. Tra i comuni la poco lusingiera leadership la conquista Onanì, appena 400 anime con ben quattro attività autorizzate al gioco. Una ogni cento abitanti. Più o meno simile la situazione di Loculi, con 9,5 slot machine. Nel sassarese il comune che gioca di più è Martis, a quota 7,4, mentre nell’oristanese è Tramatza, con 6,9 macchinette ogni 100 residenti. In Gallura guida la classifica Golfo Aranci, con 4,6 slot.

I bar come casinò. Il bar è il luogo preferito dai giocatori d’azzardo. La maggior parte delle macchinette vengono utilizzate mentre si consumano colazioni e aperitivi. Seguono i circoli privati, le tabaccherie e le sale giochi.

Gli schiavi del gioco. L’indagine di Dataninja svela un’isola popolata da migliaia di drogati di gioco. Un esercito che non conosce crisi di affiliazione. «L’affluenza al servizio per le dipendenze aumenta, e inevitabilmente aumenta il numero dei malati di gioco – afferma Rosalba Cicalò, direttore del Serd di Nuoro –. Purtroppo a noi si rivolgono pochissime persone rispetto alla diffusione del problema. C’è tanto sommerso».

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L’identikit del giocatore. La maggior parte dei giocatori sono uomini tra i 35 e i 60 anni, ma le donne sono in aumento. «A Nuoro c’è una proporzione di 90 a 10, ma anche perché le donne vivono le loro dipendenze tra le mura di casa, in solitudine. E non sempre hanno un compagno o un marito che le spinge ad affrontare le dipendenze. Cosa che invece a parti invertite accade. E poi l’uomo si espone più facilmente: le donne sono dipendenti dal gratta e vinci, gli uomini dalle slot. Ecco perché apprezzo quei gestori che rifiutano le macchinette. Io vado solo in quelle attività, vanno premiate. Se tutti lo facessimo – conclude il medico – avremmo risolto una parte del problema».

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