Ticket sui farmaci, pressing di Pigliaru

Il governatore alla maggioranza: «Facciamo in fretta». Ma la tassa non basta a coprire il disavanzo

CAGLIARI. La maggioranza di centrosinistra sembra decisa a far quadrato intorno al piano di rientro, compresi i ticket sulle medicine, per coprire il disavanzo della sanità: 400 milioni. Nel vertice di maggioranza il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha confermato che «questo passaggio va fatto in fretta» per «evitare che il costo del sistema continui a consumare più del 50 per cento del bilancio della Regione». Dunque, il piano di rientro ci sarà, mancano ancora i dettagli e anche quando sarà presentato: quanto dopo la fine dell’anno? Ipotesi ticket. È molto probabile che siano applicati sulle ricette o sul numero di farmaci, ma l’importo della tassa a carico del cittadino non è stata ancora quantificata. Soprattutto non è stato deciso neanche chi dovrà pagarla visto che ora in Sardegna ben sette cittadini su dieci sono esenti da quelli pagati negli ospedali (visite e analisi) e lo sono a causa del reddito e della patologia. In altre parole, i ticket da soli non sono certo sufficienti ad azzerare il disavanzo: l’incasso non dovrebbe superare i 50-60 milioni. L’effetto sarebbe invece quello di educare i cittadini ad evitare gli sprechi o l’accaparramento dei medicinali come accade adesso.

Addizionale Irpef. E il secondo provvedimento che la Giunta avrebbe intenzione di applicare (sempre a carico dei cittadini) per diminuire i costi pazzeschi della sanità. Anche in questo caso non è stata ancora decisa la percentuale di cui aumenterà l’Irpef regionale, che si somma a quella scontata nazionale, per ciascuna fascia di reddito. Ora è dell’1,23 per cento e potrebbe arrivare massimo al 3,4.

Gli altri interventi. Al termine del vertice, l’assessore alla Sanità Luigi Arru ha confermato che «il piano di rientro non può essere limitato al contributo dei cittadini». Quindi, non solo ticket sui farmaci e l’aumento dell’addizionale regionale Irpef. Ci sarà dell’altro come prevede qualunque piano di copertura del disavanzo cui sono sottoposte dal ministero della Salute una decina di regioni ordinarie. In tutto sono diciotto le voci da mettere nel conto quando si parla di rientro e vanno dal riordino della rete ospedaliera (già presentato dalla Giunta) alla riorganizzazione della sanità territoriale (anche questo presentato) fino all centrale unica per gli acquisti. Centrale sempre più necessaria per uniformare i prezzi di farmaci e attrezzature fra le Aziende, mentre ora

– nonostante qualche esperimento – continuano a essere diversi.

I tempi. Quelli di quando partirà il piano sono ancora segreti. È difficile che sia presentato a gennaio con lo scoglio delle riforme, compresa quella sul numero delle Asl, e della Finanziaria ancora da superare. (ua)

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