Irpef, il M5S: sanno solo aumentare le tasse

I grillini contro la giunta Pigliaru: siamo noi la sola alternativa. All’attacco i Riformatori e Italia Unica

CAGLIARI. Tutti contro l’Irpef. La decisione di aumentare le tasse per ripianare la voragine della sanità vede tutta l’opposizione unita contro la giunta Pigliaru. Anche chi in Consiglio regionale non ha rappresentanti. Come il Movimento 5Stelle, che, però, tramite i suoi parlamentari, va giù duro contro la scelta del centrosinistra. «Questi cari signori ci dicono che per favorire lo sviluppo della nostra economia è necessario aumentare le tasse e quindi utilizzare il bancomat che la legge gli mette a disposizione – attaccano i parlamentari Nicola Bianchi, Andrea Vallascas, Emanuela Corda e Manuela Serra –. Certo che per trovare queste soluzioni bisogna essere politici scafati e di grande levatura e avere una chiara visione economica delle problematiche della nostra isola. La realtà indica che queste decisioni ci porteranno negli anni a venire dei grandi problemi in quanto l’aumento delle tasse, nel tempo, ha sempre avuto gravi ripercussioni sulla dinamica dei consumi e degli investimenti, ha sempre favorito l’aumento dell’evasione fiscale, ha sempre depresso la fiducia dei cittadini nei confronti dei politici così detti amministratori. Non è cambiando il colore dei politici che si susseguono alla guida della Sardegna che si avranno veri cambiamenti. Un’inversione di tendenza – concludono i 5Stelle – si avrà solo quando si inciderà sugli sprechi, quando si manderà a casa chi non è in grado di gestire questi cambiamenti, quando a governare saranno chiamati tutti quelli che non hanno collusioni con gli attuali partiti politici».

Contro l’aumento dell’Irpef si schiera tutta l’opposizione in Consiglio regionale. «Il piano di ristrutturazione “lacrime e sangue” proposto da Paci stroncherà anche quel barlume di ripresa dei consumi e dell’economia che si comincia a intravedere in Sardegna – attaccano Michele Cossa, coordinatore regionale dei Riformatori, e Franco Meloni, presidente del Centro studi del partito –. Il pretesto sarebbe la spesa sanitaria. Che secondo i dati della ragioneria generale dello Stato, dal 2004 al 2009, epoca Dirindin, è cresciuta di ben 610 milioni mentre nel 2009-14, epoca centrodestra, è aumentata solo di 185 milioni. Questo imporrebbe un cosiddetto piano di rientro. Dopo due anni disastrosi, di promesse roboanti non mantenute, di successi solo sulla carta, di riforme viste solo nel mondo della fantasia, ora Pigliaru, la sua giunta e la sua maggioranza se ne vengono fuori con questa pazzia di aumentare le tasse senza che ce ne sia davvero bisogno». Boccia la stangata

Irpef anche la neonata Italia Unica di Corrado Passera. «Troppo facile aumentare le tasse – accusa il leader regionale Tore Piana – e far ricadere su tutti i cittadini sprechi e malasanità a opera dei manager e ora dei commissari nominati da questa maggioranza. Hanno fallito». (al.pi.)

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