Sulla scelta arriva anche il fuoco amico

Roberto Capelli, Luciano Uras e Paolo Maninchedda non condividono l’incremento delle aliquote

CAGLIARI. L’immancabile fuoco amico è arrivato anche stavolta. L’assessore Paolo Maninchedda (Partito dei sardi) e i parlamentari Luciano Uras (Sel) e Roberto Capelli (Cd) non hanno risparmiato le critiche e detto «in chiaro» di non condividere le ultime scelte della loro maggioranza.

L’assessore. Sul blog «Sardegna e libertà», Maninchedda ha scritto tra l’altro: «Come viene generato il deficit della sanità?Una delle cause, lo ripeto inascoltato da troppo tempo, è dovuto all’impossibilità di controllare la spesa. La Regione, per il fallimento del sistema informatico Sisar (una vergogna), può monitorare la spesa solo a posteriori, non riesce invece a controllarla a priori. In poche parole, la Regione sa quan’è accaduto dopo che la spesa è stata fatta e a quel punto può intervenire solo con misure straordinarie. Se non cambierà qualcosa, sarà impossibile raddrizzare i bilanci della Asl». Poi attraverso vie più tradizionali non nasconderà neanche il suo storico dissenso verso un’unica Azienda sanitaria.

Il senatore. Luciano Uras è stato diretto: «La pretesa di risolvere l’eccessiva spesa sanitaria con l’aumento delle tasse purtroppo è un’evidente contraddizione politica oltre che un danno di tipo economico». Per spiegare subito dopo: «Mentre a Roma il Governo utilizza la leva fiscale per il rilancio delle imprese e dei consumi, anche se lo fa con interventi insufficienti, in Sardegna la Giunta rischia di riprendersi quello che Renzi ha dato». Secondo Uras: «La vera partita va giocata invece con la riapertura di un confronto con lo Stato che, come hanno ottenuto altre Regioni a Statuto ordinario, deve farsi per forza carico di una parte delle spese»

Il deputato. Anche Roberto Capelli non è stato tenero: «È giusto che le negligenze della politica debbano essere pagate dai cittadini? La risposta è talmente ovvia che non merita altro spazio». E poco dopo: «Così com’è stato approvato l’aumento dell’Irpef oltre a essere illegittimo, è decisamente irresponsabile». Perché? «Perché anche in quest’occasione non c’è traccia di un efficace contenimento di una spesa già

ereditata oltre i limiti dal centrodestra, ma non arginata da efficaci azioni negli ultimi due anni di governo del centrosinistra». Fino all’affondo finale: «Essere in maggioranza significa anche chiedere che qualcuno paghi politicamente il prezzo di questo evidente fallimento». (ua)

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