chimica verde

Pigliaru al Governo: Eni mantenga gli impegni

ROMA. Secondo appuntamento romano in pochi giorni per cercare di capire se la chimica può avere ancora un futuro nel Paese e quali saranno le conseguenze per la Sardegna. Ieri al ministero dello...

ROMA. Secondo appuntamento romano in pochi giorni per cercare di capire se la chimica può avere ancora un futuro nel Paese e quali saranno le conseguenze per la Sardegna. Ieri al ministero dello Sviluppo economico, di fronte al ministro Federica Guidi e ai vertici dell’Eni, c’erano i presidenti delle Regioni dove sono ancora ubicati impianti con potenziale di crescita.

«Abbiamo espresso la nostra posizione – ha detto il presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru – che è essenziale: le rassicurazioni del Governo e dell’Eni vanno benissimo, ma solo se non restano parole. L’unica cosa che conta sono i fatti: a noi interessa che gli investimenti previsti a Porto Torres vadano avanti con l’ammontare programmato e in tempi rapidi».

Si è espresso così il presidente della Regione al termine dell’incontro nel quale - sulla falsa riga di quanto affermato nella riunione con i sindacati - Governo ed Eni hanno confermato l’interesse per la chimica verde nel polo industriale di Porto Torres come fattore strategico per il territorio del nord Sardegna e, in fondo, per la politica industriale del Paese.

Per la Sardegna, all’appuntamento al Ministero, era presente anche l’assessore all’Industria Maria Grazia Piras: «È stato un incontro che si può considerare positivo – ha affermato l’assessore –; oggi Versalis ha illustrato un piano industriale basato su innovazione e nuove tecnologie e ha ribadito che la chimica verde rappresenta un asset strategico. Ci attendiamo perciò che, nell’ottica di questi interventi l’azienda acceleri sui programmi, per altro confermati, previsti nell’area industriale di Porto Torres. La Regione crede nella chimica verde e in questa direzione va il programma di “green public procurement” da adottare a supporto degli investimenti di Versalis».

Difficile dire cosa succederà nelle prossime settimane. Da mesi Eni e Versalis vanno dicendo che niente è cambiato e mostrano le slides dei programmi che trattano di innovazione e nuove tecnologie. La realtà, però, è ben diversa, ed è facilmente riscontrabile nei fatti. Il progetto della chimica verde partito con grandi esibizioni e visite di ministri, divise colorate di nuovo (quelle dei lavoratori di Matrìca), numeri importanti in termini di investimenti, costruzione di impianti, creazione di posti di lavoro, si è spento gradualmente. E sono rimaste solo le rassicurazioni.

È vero, allora, che servono fatti. Perché la Sardegna e un territorio come quello di Porto Torres, che ha pagato un prezzo pesante, non si possono permettere l’ennesima presa in giro.

«Qualunque sia il nuovo assetto di Versalis – ha detto il presidente Pigliaru, tenendo presente l’ipotesi della vendita del 70 per cento da parte di Eni – per noi lo scenario non deve cambiare. Nel passaggio dalle parole ai fatti, Eni non si può esimere dallo svolgere il ruolo di chi deve garantire che la chimica verde, di cui oggi ha confermato l’importanza strategica, diventi rapidamente un fattore di sviluppo reale, capace

di creare lavoro e benessere. Ora chiediamo l’apertura immediata di un confronto operativo con Eni e Governo per affrontare la questione della chimica in Sardegna nel suo complesso. Non solo Porto Torres e Matrìca, ma anche Saipem, Paraxilene e Ottana Polimeri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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