Santa Maria La Palma, la cantina si rifà il look e sbarca a New York

L’azienda di Alghero punta su ricerca e sperimentazione in tutti i campi. Nella nuova area commerciale usati pannelli di lana di pecora e posidonia

ALGHERO. La cantina di Santa Maria La Palma punta ancora sull’innovazione. Un passo avanti verso la ricerca e sperimentazione iniziato nel 2014 con la nascita della cantina subacquea, 700 bottiglie del brut Akenta, ultimo nato tra i frizzanti della Nurra, immerse in gabbie a 30 metri sotto il mare dell'area marina protetta del parco di Porto Conte. Sperimentazione proseguita alla vigilia dello scorso Natale con 1.500 bottiglie ingabbiate stavolta, sempre a 30 metri di profondità, con un nuovo sistema realizzato dai tecnici della Cantina, una sorta di culla di acciaio che dondola sospinta dalle correnti marine producendo una movimentazione che nella fase di fermentazione viene svolta, a terra, in maniera manuale.

Lo sbarco a New York. Ma il fascino della sperimentazione non distrae l'azienda vitinicola di Santa Maria La Palma dal suo compito primario: fare un buon vino e soprattutto venderlo. Ed ecco che il vitigno della Nurra algherese sbarca a New York, dove sono stati già svolti alcuni eventi di presentazione del prodotto ed è stata attivata una rete di distribuzione che porterà le eccellenze, a cominciare dal bianco Aragosta, nell'immenso mercato Usa.

Il restyling. Negli ultimi tempi nell'impianto di Santa Maria La Palma l'innovazione ha riguardato anche l’area commerciale dell'azienda. Una serie di interventi di restyling attraverso l'utilizzo di materiali innovativi: pannelli di lana di pecora e posidonia, le alghe che si trovano sugli arenili, sfibrate e miscelate dalla EdiLana della Ducato di Guspini. «Abbiamo portato avanti questa scelta – sottolinea il presidente Mario Peretto – nella assoluta convinzione che anche le imprese debbono riservare particolare attenzione all'ambiente. Per quanto ci riguarda le motivazioni sono ancora più valide visto che il nostro prodotto base ci viene dalla natura».

Fotovoltaico. A proposito di ambiente si registrano novità anche sull'approvvigionamento energetico. «Abbiamo adottato gli impianti fotovoltaici con notevoli vantaggi sotto l'aspetto ecologico,». L'azienda, 700 ettari di vigneti, 300 soci, un bilancio di circa 11 milioni di euro 9 dei quali

ridistribuiti tra gli stessi conferitori, seguendo il corso dell'innovazione, ha recentemente avviato corsi di lingua inglese per il personale, un percorso di formazione professionale finalizzato a costruire una squadra aziendale efficace e in grado di affrontare le sfide del terzo millennio.

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