Il più vecchio driver inglese è un nonnino di Arzachena

Giovanni Rozzo ha 103 anni, ha preso la patente nel 1933 poi è emigrato Fino a 82 anni ha guidato il suo camion dei gelati per le vie di Cambridge

ARZACHENA. Si può diventare delle star anche a 103 anni. Lo dimostra Giovanni Rozzo, nato nel 1912 e improvvisamente balzato agli onori delle cronache perché considerato il più anziano patentato in Gran Bretagna. La sua vicenda è stata raccontata da tutti i giornali inglesi, a cominciare dal Daily Mirror e dal Telegraph ed è rimbalzata in Italia sul Corriere della Sera pubblicato ieri. E sempre ieri la sua storia è diventata in Sardegna una delle notizie più lette. Sì, perché il simpatico nonnino, che va verso i 104 anni, è nato due anni prima dell’inizio del primo conflitto mondiale ad Arzachena, allora semplicemente frazione di Tempio Pausania. Oggi, a oltre un secolo di distanza, mister Rozzo continua a guidare la sua auto, una Mitsubishi Lancer color blu elettrico, dimostrando con i fatti di essere un arzillo vecchietto. Basta guardare il video su Youtube in cui racconta lucidamente come il traffico sia cambiato nel corso degli anni. «Quando sono arrivato a Cambridge, nel 1956, nella strada dove abitavo c’erano due auto: la mia e quella di un vicino di casa. Ora in città è quasi impossibile muoversi, e soprattutto ci sono tanti automobilisti indisciplinati». Lui invece, al volante è stato sempre bravissimo. Nonostante abbia preso la patente nel 1933, sottolinea orgogliosamente di aver preso «appena due multe per eccesso di velocità in tutta la mia vita. Ma è successo tanto tempo fa, quando usavo l’auto tutti i giorni e facevo tanti chilometri».

La vita di Giovanni Rozzo è stata davvero un’avventura. Per avere un lavoro, che in Sardegna scarseggiava, divenne militare e siccome aveva preso la patente, cominciò a guidare i mezzi dell’esercito. Dopo 20 anni decise di congedarsi e cambiare aria. Su un giornale fu attratto da un annucio in cui un ammiraglio inglese cercava una coppia sposata per badare alla casa. «Così decisi di sposare a 40 anni l’amore della mia vita, Anna Maria, che ne aveva 26, e di trasferirmi in Inghilterra». Da allora, era il 1953, dopo il domestico ha fatto altri mestieri: il ferroviere per la compagnia nazionale, il lattaio e poi il gelataio. Nel 2005 ha avuto dall’Italia il titolo di Cavaliere per l’aiuto dato a tanti italiani (in particolar modo sardi) per stabilirsi e lavorare in Inghilterra. «Per 27 anni ho venduto gelati. Gli ultimi 18 anni di carriera li ho trascorsi con il mio van vendendo ice-creams davanti al King’s college di Cambridge. Poi a 82 anni mi sono ritirato. Un po’ tardi? Sì, ma ora guadagno di pensione 7 sterline in più alla settimana, proprio perché mio sono ritirato così avanti negli anni».

Tutti i giorni tira fuori la sua auto dal garage e va a zonzo per la città. «Ho rinnovato la patente da poco, quindi sino al 2018 sono a posto. Incidenti? Qualche volta è capitato che qualcuno mi sia venuto addosso, ma senza conseguenze».

Lo scorso anno sua moglie Anna Maria è morta, lasciandolo con tre figli (un quarto

nel frattempo è morto) e quattro pronipoti. «È stato un dolore immenso – ha confessato lui ai giornalisti che lo hanno intervistato – e mi manca tantissimo. Ma sto bene abbastanza per badare ancora a me stesso visto che cucino e faccio tutto». Compreso continuare a guidare la sua auto...

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