L’eredità di Lev Tolstoj Il profeta e lo scrittore

Nel saggio biografico di Roberto Coaloa l’uomo in cerca della verità La vita del genio russo, i capolavori letterari e il suo pensiero pacifista

Non è un semplice esercizio retorico il chiedersi, ancora oggi, chi sia stato Lev Tolstoj. Non lo è per moltissime ragioni: per la straripante prepotenza della sua biografia anzitutto, che non permette il sano esercizio, auspicato da Croce, di trascurare i dati biografici per interessarsi solo alle opere di un autore; né per l'ineludibile tensione etica che permea ogni suo scritto, senza che mai venga celata o almeno dissimulata.

La voce di Tolstoj è infatti sempre cristallina, piena, e i personaggi dei suoi romanzi altro non sono che la sua altrettanto limpida espressione. Ma il problema più rilevante, per chiunque si presti ad occuparsi dello scrittore russo, è quello della coabitazione della sua inclinazione artistica con quella profetica; la stessa che continua a consegnarci un doppio profilo di Tolstoj, quello di uno dei più grandi scrittori della storia della letteratura e, insieme, quello dell'irrequieto – e folle – “santone” pacifista di Jasnaja Poljana. Come è possibile, quindi, restituire oggi una biografia del grande scrittore russo? Lo storico Roberto Coaloa ha trovato la strada giusta con il suo ultimo lavoro, “Lev Tolstoj. Il coraggio della verità” (Edizioni della Sera, pp. 195, 17 euro). Forse più un saggio biografico che una biografia, laddove la scrupolosa ricerca dello storico viene necessariamente orientata secondo una chiave di lettura, quando non addirittura messa al servizio di una vera e propria tesi sull’eredità dello scrittore.

È necessario perciò prestare attenzione al titolo del libro, che informa subito il lettore su quale sia la cifra necessaria a interpretare la straordinaria esperienza biografica e letteraria di Tolstoj: quella di una “verità” – e Coaloa si sofferma opportunamente su un’attenta disamina etimologica – che «trascende la razionalità», una «verità-giustizia» di chiara eco biblica, accezione che nella lingua russa conserva una sua parola distinta, “ístina”.

Una verità verso cui Tolstoj tenderà spasmodicamente per tutta la vita (“ístina” sarà anche una delle ultime parole da lui pronunciate). È questo il fil rouge che lo storico percorre, mentre attraversa tutti gli avvenimenti più importanti della vita dello scrittore russo (l’infanzia, i viaggi in Europa e in Italia, il matrimonio con Sof’ja, la fuga e la morte), la stesura di tre

capolavori della sua eredità letteraria (“Guerra e pace”, “Anna Karenina” e “La sonata a Kreutzer”), fino a quello che per Coaloa è il nodo finale, ingiustamente trascurato: il pensiero pacifista di Tolstoj, la sua corrispondenza con Gandhi e l’eredità tolstojana raccolta proprio dal Mahatma.

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