Maxi inchiesta su appalti pilotati In otto scelgono di patteggiare

L’indagine della procura di Oristano ha coinvolto oltre 60 persone tra tecnici e amministratori Pene da tre mesi a due anni. Tra loro anche Salvatore Borto ex consigliere provinciale a Nuoro

ORISTANO. I primi otto giocatori della “Squadra” patteggiano prima ancora che l’inchiesta della procura di Oristano sia chiusa. C’è chi però ha voluto comunque uscire dall’occhio del ciclone di un’indagine – chiamata appunto “La Squadra” – che ha travolto una sessantina di persone. Il vertice della piramide non è venuto a patti col sostituto procuratore Armando Mammone che in tutti questi mesi ha coordinato il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e i carabinieri della Compagnia di Tonara, guidati rispettivamente dal colonnello Marco Iannicelli e dal capitano Andrea Di Nocera. Così è stato smascherato un presunto giro di appalti e incarichi per progettazioni pubbliche pilotato, che consentiva di indirizzare verso i soliti noti un flusso di denaro pubblico comunque importante. Tanti mattoncini in luogo di un mattone milionario, ma l’esito, secondo la procura è stato lo stesso.

Sebbene manchino i capitani della squadra composta da professionisti, sindaci e funzionari pubblici di Comuni del Nuorese, del Cagliaritano e del Sulcis, tra coloro che hanno scelto la strada del patteggiamento ci sono alcuni tra coloro che venivano considerati come “giocatori” di prima fascia. In una vera squadra sarebbero stati certamente tra i titolari. A patteggiare sono infatti otto persone che, nella scorsa primavera erano state colpite da misure di custodia cautelare.

Di fronte al giudice per le indagini preliminari Annie Cecile Pinello, il 23 dicembre e il 13 gennaio si sono fatti avanti Gianni Dino Fadda, professionista di 53 anni di Desulo difeso dall’avvocato Carmelino Fenudi, che ha patteggiato la pena di un anno, un mese e dieci giorni; Salvatore Ignazio Borto, professionista di 57 anni di Desulo ed ex consigliere provinciale a Nuoro difeso dall’avvocato Massimo Ledda, che ha patteggiato dieci mesi e venti giorni; Ivan Peddio, professionista di 34 anni di Desulo difeso dall’avvocato Gian Cristian Melis, che ha patteggiato cinque mesi e 20 giorni; Giampaolo Fois, 55 anni di Sant’Antioco responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Calasetta assistito dall’avvocato Sebastiano Atzeni, che ha patteggiato tre mesi e 100 euro di multa; Beniamino Pilia, 54 anni di Sant’Antioco responsabile dell’Ufficio Tecnico di San Giovanni Suergiu assistito dall’avvocato Michele Schirò, che ha patteggiato due anni; Sabrina Vacca, 43 anni responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Aritzo difesa dall’avvocato Giuseppe Mocci, che ha patteggiato un anno, undici mesi e dieci giorni; la sorella Simona, 39 anni di Aritzo responsabile del Servizio Tecnico del Comune di Gadoni difesa dall’avvocato Giuseppe Mocci, che ha patteggiato due anni; Andrea Murgia, professionista di 46 anni di Cagliari difeso dall’avvocato Francesco Atzori, che ha patteggiato otto mesi e venti giorni.

I reati sono vari e, con vari distinguo, vanno dalla corruzione al peculato, alla turbativa d’asta. L’ampia collaborazione verso la procura fornita in questi mesi d’inchiesta e le ammissioni hanno fatto scattare le attenuanti che consentono a tutti e otto gli indagati di arrivare a pene che non superano i due anni, per cui tutti godranno della

sospensione condizionale della pena.

Altri patteggiamenti sono in vista e dovrebbero arrivare sin dai prossimi giorni, ma anche in quel caso non dovrebbero riguardare gli ex sindaci coinvolti nell’indagine sulla sindacopoli sarda a un passo dalla chiusura.

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