Una lumaca tropicale avvistata nell’arcipelago della Maddalena

A scoprire l’esemplare nelle acque del Parco è stato il biologo Yuri Donno: «È un ulteriore segnale del preoccupante riscaldamento del Mediterraneo»

LA MADDALENA. Passeggiava su un tappeto di alghe tropicali in solitudine, godendosi il tepore delle acque di Cala Spalmatore. Il passo lento, l’andatura strisciante ma sicura. Quando il mollusco dal mantello d’oro, è stato notato da Yuri Donno, naturalista biologo marino, impegnato in una immersione di ricerca nelle acque dell’arcipelago. Il suo occhio da scienziato ha scoperto l’Aplysia dactylomela, una specie che viene dai Caraibi. Per il mondo scientifico l’ennesima conferma che il nostro mare si sta tropicalizzando. E che gli alieni acquatici trovano nel Mediterraneo le condizioni ideali per vivere. In Sardegna il lumacone dal vestito giallo maculato non era mai stati visto. L’unica segnalazione in Italia della sua presenza arriva dall’isola di Lampedusa.

Scoperta di San Silvestro. La scoperta risale alla fine di dicembre. Donno stava facendo una immersione notturna a Cala Spalmatore con Carlo Puligheddu, istruttore subacqueo e proprietario dell’Lmd diving e Antonio Colacino, ufficiale di marina, palombaro appassionato di biologia marina. Una collaborazione in nome della scienza nata alcuni anni fa. L’avvistamento del mollusco a sette metri di profondità. «Si trovava su un fondale di roccia circondata da caulerpa racemosa, un’alga tropicale arrivata attraverso il canale di Suez, antagonista della posidonia – racconta Donno, laurea in Scienze matematiche e naturali con indirizzo Biologia marina, specializzazione in Ecologia marina e sistematica vegetale e marina –. Esistono due specie di Aplysia dactylomela, una vive nell’Atlantico tropicale e una nei Caraibi. Questa è caraibica e da noi ha sicuramente trovato un mare caldo per sopravvivere».

Un lungo viaggio. Il mollusco arrivato da lontano è lungo 15 centimetri, ma in genere arriva a 30-35 centimetri. Un baby lumacone. Donno è in grado di far risalire la sua nascita alla scorsa estate. Arrivato come larva dai Caraibi ha trovato le temperature ideali e le alghe giuste per nutrirsi e svilupparsi. Un esserino docile solo in apparenza. Non avendo scatto e agilità la natura lo ha dotato di un’arma di difesa invisibile. Una ecotossina velenosa se viene ingerita.

Di sicuro il gasteropode dorato è arrivato nell’arcipelago maddalenino attraverso il traffico marittimo. Aggrappato a un’ ancora o a mollo nelle acque di zavorra. Le navi mercantili spesso viaggiano vuote, o meglio con la pancia piena di acque di zavorra. Servono per mantenere un assetto stabile. Le acque vengono caricate nei porti di partenza e poi espulse. Ed è in quel momento che la larva di Aplysia potrebbe essersi tuffata nel nostro mare.

Mediterraneo tropicale. Dal punto di vista ecologico la presenza del mollusco dei Caraibi conferma che le acque del Mediterraneo stanno diventando sempre più calde. «Adesso si tratta di capire se questa specie entrerà in competizione con quelle autoctone – riflette lo scienziato maddalenino – e che tipo di interazione avrà». Importante anche verificare se il mollusco è destinato a fare una vita solitaria o se nelle acque dell’arcipelago passeggia già la sua anima gemella. Per la riproduzione è infatti necessaria una coppia.

Temperature hot. Il 2015 è stato un anno hot anche per il mare dell’arcipelago. La presenza dell’esemplare di mollusco caraibico, come di altre specie aliene non deve stupire. Le stesse temperature dello scorso anno erano state registrate solo nel 2003 e nel 2014. La colonna di acqua fino a 5 metri, che d’estate dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 gradi era bollente, con punti in cui raggiungeva i 24.2.

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