Resort nel paradiso di Tuerredda, allarme degli ambientalisti

Il Gruppo di intervento giuridico spiega che la zona costiera di Malfatano può non essere ancora al riparo dall'immensa colata di cemento progettata da Sitas, società ora in liquidazione. In Tribunale si discute un altro capitolo della vicenda: la turbativa d'asta e la rivelazione di segreti d'ufficio di cui sono accusati tecnici del Comune di Teulada

CAGLIARI. Riparte il progetto per il mega resort della società Sitas a Capo Malfatano, nella spiaggia di Tuerredda, ma con parecchi ostacoli. Lo hanno annunciato gli ambientalisti del Gruppo di Intervento Giuridico. «Archiviata la vicenda giudiziaria amministrativa – spiega il portavoce Stefano Deliperi – si è concluso il procedimento di scoping davanti al Servizio valutazioni ambientali della Regione, propedeutico alle necessarie procedure di valutazione di impatto ambientale».

L'associazione teme che la Sitas Spa, in liquidazione, possa dunque «predisporre lo studio di impatto ambientale in base alle numerose prescrizioni contenute nel provvedimento conclusivo della procedura di scoping». In altre parole, dunque, il progetto potrebbe ripartire. «Non si può dimenticare che la procedura è stata dichiarata illegittima», conclude Deliperi.

Nel mentre, davanti al Tribunale penale di Cagliari è in corso il processo relativo alle procedure messe in campo per il progetto immobiliare. Oggi è fissata l'udienza davanti alla prima sezione del tribunale con imputati il dirigente responsabile dell'urbanistica a Teulada Ovidio Alberto Urru, il segretario comunale Siro Podda, l'ingegnere cagliaritano Giampaolo

Gamberini, titolare della Sting Engeenering srl, e gli avvocati romani Francesco Caso e Giuseppe Ciaglia. Le accuse vanno dalla turbativa d'asta alla rivelazione di segreti d'ufficio per il bando legato allo spostamento delle volumetrie.

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