la riforma madia

Sì alla “cacciata” entro 48 ore

La stretta sui fannulloni: ok al risarcimento per danno d’immagine

SASSARI. Licenziamento immediato, richiesta di risarcimento danni per le somme indebitamente sottratte durante le ore di assenza ma anche per il danno d’immagine causato all’ente pubblico nel quale si presta servizio. Con la riforma Madia sulla pubblica amministrazione, benedetta un mese fa dal consiglio dei ministri, il governo Renzi ha dichiarato guerra ai furbetti del cartellino. Stabilendo punizioni molto più severe e soprattutto immediate. Una stretta maturata dopo alcuni casi eclatanti, su tutti quello di Sanremo: tra i dipendenti assenteisti, uno era stato beccato a passare il badge in mutande. La riforma che attende il vaglio del parlamento stabilisce che il dipendente pubblico colto in flagranza a falsificare la sua presenza in servizio, come chi striscia il badge e poi esce, venga punito entro 48 ore con la sospensione dall’incarico e dalla retribuzione. E se quanto successo non verrà denunciato il dirigente rischia pesanti sanzioni, fino al licenziamento (oggi

al massimo c’è la sospensione). Il decreto inoltre prevede un iter accelerato per l’espulsione: il procedimento per il licenziamento che oggi dura fino a 120 giorni, dovrà chiudersi entro un mese. E poi il capitolo sul risarcimento danni: chi sbaglia sarà chiamato a restituire il maltolto.

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