I tesori della Sardegna conquistano TourismA

Un successo per il padiglione sardo al Salone internazionale dell’archeologia in corso a Firenze

FIRENZE. Anche sabato, nel secondo giorno di apertura di TourismA, il padiglione Sardegna allestito al Palazzo dei congressi di Firenze ha fatto registrare un grande afflusso di pubblico, attratto dalle meraviglie della civiltà nuragica. Ieri gli eventi clou, con gli interventi di Maria Ausilia Fadda e Marco Minoja.

Intanto prosegue l'attività promozionale legata all'iniziativa di Unioncamere con il progetto Arkeosardinia e quella delle cooperative e dei comuni di Cabras e Morgongiori che hanno aderito al programma. Il ritrovamento fortuito di un luogo di culto in territorio di Teti da parte di un pastore intento a pascolare il gregge è all'origine della riflessione sul culto dell'acqua nell'archeologia sarda. La corretta lettura di pozzi e fonti sacre nella civiltà nuragica parte proprio da quella straordinaria scoperta che, a partire dal 1865, costringerà gli studiosi di antichità sarde a rivedere l'interpretazione che fino a quel momento era stata data sugli impianti legati al culto delle acque.

«Oggi, dopo più di un secolo di scavi e di studi – spiega Maria Ausilia Fadda – sappiamo che le fonti e i pozzi sacri non erano dei luoghi di culto in senso stretto, ma veri e propri centri di potere gestiti dai maggiorenti locali che amministravano i siti e i preziosi oggetti di culto depositati a mo’ di ex voto dalle migliaia di persone in pellegrinaggio per ringraziare o per chiedere guarigione».

Oggetti che alimentavano una vera e propria filiera che partiva dal reperimento della materia prima, in genere metalli, e proseguiva con i laboratori degli artigiani che li lavoravano per realizzare statuine, spade e monili di fogge diverse. I siti censiti, attualmente, sono oltre duecento, ma quelli visitabili perché gestiti da società o cooperative sono molti meno, impossibile citarli tutti, eccone alcuni: Romanzesu (Bitti); Gremanu (Fonni); Su Tempiesu (Orune); Santa Cristina (Paulilatino); Predio Canopoli (Perfugas); S'orcu e is forros (Villanova Strisaili) e Domu de orgìa.

Temi che sono stati al centro dell'intervento dell'archeologa Maria Ausilia Fadda in ieri nell’area convegnistica del Palazzo dei congressi di Firenze dove si svolgeTourismA, il salone internazionale dell’archeologia.

Sempre ieri, Marco Minoja, soprintendente regionale per la Lombardia, ha presentato il catalogo della mostra “L'isola delle torri”, fortunatissima esposizione, ideata e realizzata, nel 2014, dalla soprintendenza regionale per la Sardegna in onore di Giovani Lilliu. La mostra ha una sua storia, non solo per essere la prosecuzione ideale

di una iniziativa analoga, realizzata da Lilliu negli anni Cinquanta, ma anche perché l'evento, a suo tempo, ebbe un successo straordinario. Le tappe, infatti, furono diverse, da Roma, Firenze e Milano a Zurigo e Amburgo, da Antibes a Lione e Parigi ad Amsterdam, fino a Londra e Cambridge.

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